Ancelotti: anche in Uefa il Milan si scioglierà. Mancini: conta la vittoria

"Sfida decisiva solo per noi: loro hanno altre 2 partite per chiudere il conto. Balotelli? Nessuno lo provoca. Pato oggi verrà utile. Ronaldo?
Non ha fatto una gran figura&quot;. <a href="/a.pic1?ID=259111" target="_blank"><strong>L'allenatore dell'Inter</strong></a>: il mio futuro? non parlo<br />

nostro inviato a Milanello

Caro Ancelotti, conferma che mai nessun derby sarà come quello di Champions del 2003?
«Confermo. Quello resta indimenticabile per le tensioni accumulate e per lo sviluppo favorevole che ebbe».
E allora quanto vale questo derby?
«Il derby vale sempre ma non conta allo stesso modo. L’Inter vuole vincere prima possibile lo scudetto: dovesse fallire l’obiettivo avrebbe altre 2 partite per chiudere la partita tricolore. Per il Milan invece è semplicemente decisivo: per sperare occorrono 9 punti, se non vinciamo, niente Champions».
Coppa Uefa o Champions: la differenza, per il Milan, è poca o tanta?
«Può non far piacere disputare l’Uefa, perciò inseguiamo con accanimento la Champions. Ma dovessimo mancare l’obiettivo, la squadra non si scioglierebbe. Il suo futuro è già stato programmato e qualche rinforzo arriverà comunque».
La curva promette di presentarsi in maglia rossonera: può servire?
«Aiuta sempre un tifo caldo e appassionato».
Continua la stucchevole diatriba tra chi è più forte: l’Inter che domina in Italia o il Milan che comanda fuori?
«Fino a dicembre, siamo noi i campioni del mondo in carica. Gli interisti hanno funzionato meglio in campionato».
Tutto qui?
«No, c’è dell’altro. Nella curva più pericolosa della stagione, dopo l’eliminazione dal Liverpool e la questione Mancini, l’Inter ha dimostrato compattezza e solidità. Non solo: ha vinto senza Ibrahimovic».
Materazzi ha detto...
«I discorsi da bar non mi interessano».
Dice Mancini: Balotelli non deve cadere nella trappola della provocazione. Cosa ne pensa?
«Le provocazioni non arriveranno da noi. Tutti sanno che il Milan è una squadra molto leale e corretta. Balotelli è un ragazzo bravo e per fermarlo occorrono le doti tradizionali: grande attenzione».
Lo sa che nelle ultime tre sfide, il Milan le ha sempre prese?
«Perciò è ora di tornare a vincere. Stiamo bene, abbiamo ritrovato qualità e condizione fisica».
A chi si deve il risveglio?
«Al fatto che stiamo, finalmente, giocando bene. Il gioco, da sempre, è stata l’arma più importante a disposizione del Milan. Se non giochiamo bene, è difficile che si possa vincere una partita. Non ce la facciamo col carattere o la fisicità, come è successo invece all’Inter».
Si può dire che il Milan gioca meglio dell’Inter?
«No, non si può dire. C’è stato un periodo in cui l’Inter ha praticato un buon calcio: quando è venuto meno il gioco ha colmato la lacuna col carattere».
È vero che puntate tutto su Inzaghi?
«Pippo è stato decisivo ed è reduce da un ottimo periodo».
È vero che Pato soffre per l’esclusione ripetuta?
«Sì, e chiederà di essere ceduto! Scherzi a parte, si sta allenando bene, a Livorno non è entrato perchè non c’era bisogno. Nel derby, vedrete, darà un contributo importante».
Cosa pensa di Ronaldo?
«Gli voglio bene e non intendo giudicare la sua vita privata. Certo non ha fatto una bella figura».
Rijkaard sostiene che non è calcio quello praticato dai Rangers a Firenze e dall’United: condivide?
«Non è bello, sul piano stilistico, ma è sicuramente calcio anche quello. Gli scozzesi sono riusciti a fare due pari con molta fortuna, diverso il caso del Manchester. Ha giocato in modo più prudente guadagnando però in compattezza. Ferguson mi ha sorpreso, non me l’aspettavo una sterzata tattica così. Il sacrificio di Rooney comunque è servito a ottenere la finalissima».
Condivide la diffusione dei redditi decisa da Visco?
«Non mi sembra giusto. E lo dice uno che è stato in testa alla classifica nella città di Reggio Emilia. Ma ho spiegato che non sono quello che guadagna di più, sono quello che paga più tasse».