Ancelotti «archivia» Ronaldo ma non le polemiche con l’Inter

«Lo stop del brasiliano ci dà fastidio: era in forma. E non tornerà presto. I nerazzurri si vantano di aver vinto i due derby? Era ora. Ho fatto un voto per arrivare ad Atene»

nostro inviato a Milanello
La prima domanda è: ce la farà Ronaldo a rientrare prima della fine del campionato dopo lo stiramento all’adduttore della coscia sinistra riportato venerdì? La risposta arriva da Carlo Ancelotti: «Questo stop dà fastidio, Ronie era in un buon momento. Resterà fermo un po’, almeno due settimane, è difficile che ce la faccia, ma vedremo. Il modulo senza Ronaldo dipenderà dalle partite, il suo infortunio non modificherà l’atteggiamento della squadra e la partita con la Fiorentina diventa fondamentale per cercare di mettere al sicuro il quarto posto. E prima lo facciamo, meglio è. Per poi preparare bene la finale di Atene. Sarebbe più complicato giocarsi il quarto posto nelle ultime due giornate contro Udinese e Reggina. Per noi fare bene contro i viola e il Catania è di fondamentale importanza».
La seconda domanda è: riusciranno Inter e Milan a smetterla di punzecchiarsi e polemizzare come vecchie zitelle? La risposta arriva sempre da Ancelotti: «Moratti? Inutile star qui ad alimentare tensioni e polemiche. È meglio che ognuno pensi ai fatti propri e chiudiamo ogni discorso. Mancini dice che l’Inter è più forte di noi perché hanno vinto due derby quest’anno? Era ora, perché se si fanno questi ragionamenti, negli anni passati abbiamo sempre vinto noi, era ora che rimediassero nelle stracittadine». E, a dargli supporto, è arrivata puntuale la precisazione sul sito del Milan che ha ritenuto opportuno pubblicare una notizia dal titolo «Gli ultimi derby». Per ricordare che, se il Milan ha perso due derby quest’anno, «negli ultimi anni il record di vittorie nella stessa stagione è rossonero: tre derby vinti nella stagione 2004/05, Inter-Milan 0-1 (gol di Kakà), Milan-Inter 2-0 e 1-0 sul campo (poi 3-0 a tavolino per decisione Uefa) nei quarti di Champions». La polemica campanilistica finisce qui? Tutt’altro, aspettatevi la prossima puntata.
Sistemata l’Inter, Ancelotti lancia al Liverpool un messaggio preciso che sa di minaccia: «Nel 2005 eravamo arrivati stremati alla fase finale della stagione, comprese le partite con la Juventus a San Siro e con il Psv. Oggi la squadra ha migliorato proprio nell’ultimo periodo e, dopo un inizio non brillante, adesso siamo al top della condizione. Quello che è successo a Istanbul non era mai successo e mai più succederà. Alla finale di due anni fa non penso solo per il risultato, penso anche alla prestazione, per 114 minuti su 120 il Milan è stato padrone. Ridatemi il Liverpool e il Milan di allora e il risultato sarà ben diverso. Per Berlusconi Kakà è una punta? Ha ragione, ma anch’io gli ho dato qualche consiglio e lo stipendio me lo sono guadagnato».
Oggi invece il buon Carletto si frega le mani, meglio di così non poteva arrivare alla finale di Atene: «Ai primi di gennaio a Malta ho detto ai ragazzi: vi porto ad Atene e mancavano 7 partite. Sei le abbiamo fatte bene, la settima è quella coi Reds. Nel ritorno col Manchester siamo stati sullo stesso piano del Milan che batté 5-0 il Real e non è detto che una simile nostra prestazione sia irripetibile. Certo che è difficile combinare alla perfezione forza fisica, tattica e atmosfera fra i tifosi». Ancelotti poi rivela di aver fatto molto tempo fa un voto per Atene: «Ho ancora tempo per rispettarlo e nessuno lo saprà (forse un ritorno al santuario di Padre Pio, ndr). Atene sembrava un’utopia, un sogno irrealizzabile, invece nelle difficoltà i giocatori hanno trovato la forza di non mollare, di tenere duro, fare gruppo e il merito è tutto loro. Questo grazie anche alla collaborazione della società. Il mio contratto? C’è tempo. Sheva? Se torna, sarà il benvenuto. Arriveranno Toni e Buffon? Sarei sorpreso perché non sono i nostri obiettivi».