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da Torino
Con la benedizione del presidente onorario Giampiero Boniperti, l'assemblea dei piccoli azionisti della Juventus (che detiene circa il 30% delle quote della società) ha dato il proprio benestare all'aumento di capitale proposto nelle scorse settimane dal Consiglio di amministrazione. Di qui a un paio di mesi saranno quindi immesse sul mercato 80.621.332 nuove azioni - offerte in opzione in ragione di due nuove azioni per ogni tre già possedute - che determineranno un aumento di capitale di 104,8 milioni di euro. Il prezzo di emissione sarà di 1,30 euro per azione: il valore intorno al quale oscilla in questi giorni il titolo Juventus è di circa 1,80.
Il dibattito è stato comunque acceso. I soliti irriducibili hanno chiesto per l'ennesima volta ragione del comportamento della società in ambito processuale. Al punto che, in maniera del tutto inattesa, appena prima delle 14 ha voluto prendere la parola Giampiero Boniperti: «Smettiamola di guardare al passato e voltiamo pagina una volta per tutte. Per come si erano messe le cose, è andata bene così: l'avvocato Zaccone (la cui parcella di 400.000 euro è stata ufficializzata dall'ad Blanc, ndr) ha azzeccato in pieno la strategia e ribadisco che non c'era molto altro da fare. Lasciamo lavorare questi dirigenti, che sono galantuomini e fanno di tutto per riportare la Juve dove merita». Prima dell'intervento del presidentissimo c'era stato chi - per esempio Salvatore Cozzolino, l'uomo con cui poche settimane fa Massimo Moratti aveva avuto un diverbio vicino alla sede nerazzurra - aveva esortato la proprietà a vendere, lamentando l'assenza di John Elkann e la poca grinta mostrata in tutti questi mesi dal nuovo management. Tra una polemica e l'altra si è comunque proceduto e sono stati puntualizzati fatti anche importanti: innanzi tutto la Lafico, società di proprietà della famiglia Gheddafi, sottoscriverà l'aumento di capitale che le è di competenza (7,2%). Poi, sulla questione stadio, Blanc è stato chiaro: «La mancata assegnazione di Euro 2012 impone uno stop al nostro progetto di rifacimento della struttura. Per adesso ripieghiamo sulla ristrutturazione del Delle Alpi, restando però in attesa delle decisioni del governo. Se poi dovremo limitarci a mettere a norma il Delle Alpi (che la Juve ha ricevuto in concessione nel 2003, per 99 anni e dietro il pagamento dilazionato di 25 milioni, ndr) lo faremo e questo non inciderà sul nostro progetto sportivo: a bilancio avevamo già messo i 20 milioni necessari». Nessuna cessione importante, allora: «Buffon resta, come abbiamo sempre detto», ha concluso Blanc.