Ma Ancelotti difende ancora Dida «Ha la fiducia di tutta la squadra»

nostro inviato a Torino

«Quando penserò che Dida è un problema non lo farò giocare. Lui può fare meglio e sono sicuro che lo farà». Le parole di Carlo Ancelotti servono a puntellare un portiere che ha perso quasi tutto, il credito e il presente, forse anche il futuro a dispetto di un contratto rinnovato a qualche ora dal derby di ritorno. Dida è la spina nella gola del Milan, inutile nasconderlo, nonostante gli interventi a sua protezione. A cominciare dall’allenatore che parla anche a nome della squadra. «Riscuote la mia e la fiducia di tutti i suoi compagni» insiste l’allenatore che ha nella sua carriera esempi di accanimento terapeutico, con Crespo a Parma, con Del Piero alla Juventus.
Non è accertato che la squadra abbia votato la fiducia al portiere mentre è obbligatorio che Ancelotti lo giuri, davanti ai cronisti prima di viaggiare alla volta di Torino e di prepararsi ai cinque giorni fatali. Questione diversa per Gilardino, nei confronti del quale arriva la spiegazione di natura psicologica. Troppo distante il vallo tra il rendimento in campionato e quello in Champions league. «Le sue difficoltà sono un segnale chiaro. C’è maggiore pressione in Champions e forse Gilardino non ha ancora l’esperienza per gestirla» la motivazione. Fiducia anche a lui, però, a Torino oggi pomeriggio perché solo il campo può aiutare un ragazzo in crisi d’identità al ritorno da Manchester. Mercoledì prossimo lascerà il posto a Filippo Inzaghi, recuperato a tutti gli effetti. Dida gioca, Gilardino pure, in coppia con Ronaldo, e per Kakà arriva il complimento del giorno, «più concreto di Zidane» assicura Ancelotti che ha allenato tutti e due. Per questo allora oggi il brasiliano parte dalla panchina: scontata la staffetta con Seedorf per risparmiare energie in vista del Manchester.