Ancelotti fa il filo alla Roma Spalletti lo rimanda al Diavolo

RomaSono tra i migliori allenatori d’Europa (parole di Adriano Galliani, convinzione di molti). Non a caso si ritrovarono a Parigi quest’estate per un colloquio con il Chelsea. «È un fatto di cronaca, non un aneddoto fantasioso...», ha sottolineato in questi giorni lo stesso Galliani. Risulta così stuzzicante l’ipotesi - perchè tale è al momento - di uno scambio di panchine. Ipotesi alimentata più da Ancelotti, che continua a inviare messaggi d’amore alla Roma, con buona pace dell’amico Spalletti. Ma ipotesi più valida dell’ipotesi di un interessamento milanista a Balotelli, smentito dalla società.
La vigilia di Roma-Milan, sfida che deve rilanciare le ambizioni di entrambe le squadre, riapre il tormentone. «Considerata la mia storia calcistica - ammette Ancelotti - l’unica squadra che potrei allenare in futuro in Italia è la Roma. È per questo che mi sono portato avanti con il lavoro, parlando della panchina della Costa d’Avorio... Ma al Milan sto bene e spero di continuare a star bene». E ancora: «Totti ha espresso il desiderio di essere allenato da me in futuro? Il desiderio è reciproco». Infine su Spalletti: «Luciano? È un po’ permaloso, ma lo considero un amico. Spero di essere considerato da lui nello stesso modo. Ho voluto fare un po’ di ironia quando gli ho augurato di vincere la Champions e poi levarsi dalla panchina della Roma...».
Da Trigoria il collega ribatte: «Carlo vuole la Roma? Sono cose che dice lui, ma non capisce che continuando a fare questa battuta qui si traduce in una pressione che non voglio sentire, perchè io non ho partecipato a questo gioco. Alla fine diventerà che sono io che vado al Milan, lui già ha detto certe cose tre o quattro volte e sarei curioso di sapere cosa sarebbe successo se lo avessi fatto io da qui. Comunque mi fa piacere che Ancelotti abbia queste ambizioni: il pubblico giallorosso merita un grande uomo e lui lo è».
Botta e risposta, l’ennesima di un tormentone destinato a continuare almeno fino a giugno, quando si giocherà a carte scoperte. Ciò che conta adesso è la sfida dell’Olimpico. David Beckham partirà dalla panchina. «Difficile proporlo dall’inizio - conferma Ancelotti - viene da due mesi di inattività. È pronto però per giocare e dare un contributo importante, ha lavorato bene». Probabile il debutto nella ripresa (forse una staffetta con Seedorf, titolare pur con soli due allenamenti in settimana), debutto che non sarà seguito in tribuna dalla moglie Victoria e dai tre figli Brooklyn, Romeo e Cruz ripartiti in fretta e furia per gli States (l’ex Spice ha lasciato ieri mattina l’Hotel De Russie nel centro di Roma). L’ultima curiosità su Becks e Posh la riporta il Daily: il 14 gennaio a Dublino andrà in scena la «prima» di un musical, una parodia ispirata alla vita dei due coniugi più glamour del momento, ambientata nell’Inghilterra del XVI secolo. «Il tam tam mediatico che accompagna Beckham non è una sorpresa - sottolinea Spalletti - ma non ho mai sentito una sua reazione scomposta a tutte le pressioni, nè che sia uno a cui piace lavorare poco, c’è da aspettarsi da lui grandi giocate».
Mancherà Totti, ma Ancelotti teme comunque la Roma: «Ha avuto un inizio balbettante, durato più del nostro, ma si è ripresa e ha trovato la strada giusta. Credo che al di là di come finirà stasera, loro potranno puntare a un posto per la Champions». Spalletti si sbilancia: «Se giocassi al Totocalcio metterei uno fisso: sarà una partita equilibrata, ma mi fido dei miei. Puntiamo al quarto posto, se non ce la faremo avremmo fallito tutti».