Ancelotti ha già cancellato Vieri ma non lo scudetto

«Non mi fa piacere sapere che per Berlusconi il campionato sia chiuso. Noi saremo sempre pronti» Amoroso snobba il S.Paolo e arriva

Riccardo Signori

Vieri oggi non gioca. Non è una novità. A Monaco impareranno presto il ritornello. Oggi va in campo il Milan (coppa Italia a Brescia, andata 3-1), mentre Vieri siederà dietro un microfono per rispondere, con il garbo che gli è consono, alle domande dei giornalisti. Magari l’aiuterà l’esprit della mamma che è francese. Magari riuscirà subito a litigare. Magari esprimerà concetti e parole, non malmostosi monosillabi. Forse diventerà monsieur e non più Bobo. Ancora un giorno per troncare definitivamente il legame fra un ex (e non sorrida chi lo pensa in ogni senso) e questo Milan che guarda avanti, aspetta Marcio Amoroso, si fa carezzare da Berlusconi, anche se Ancelotti c’è rimasto male quando il padrone ha fatto sapere dal Processo di Biscardi: «Per noi il campionato è finito».
Carletto è sobbalzato sulla sedia, nonostante le dolci carezze di poco prima. E ieri ha raccontato: «Conosco il pensiero della società sul mio futuro, anche se fa sempre piacere sentir dire certe cose. Mi fa un po’ meno piacere sapere che Berlusconi considera chiuso il campionato. La distanza dalla Juve è tanta, ma nell’eventualità succedesse qualcosa, dovremo farci trovare pronti. Siamo secondi, nove punti sono tanti, ma non dobbiamo pensare al distacco, piuttosto ai margini di miglioramento della squadra». Puntualizzazione necessaria per ricordare a tifosi e padrone che in questo Milan non tutti sono Vieri, ovvero gente che pensa al mondiale e poco più. Serve tener la guardia alta e la pressione costante, altrimenti anche la Champions diventerà solo un passaggio verso il nulla.
Vieri se n’è andato, ma dal Milan sono arrivati saluti di cortesia. E poco più. Ancelotti si è aggrappato ad un’unica convinzione: «Vuol giocare con continuità per essere eventualmente pronto al mondiale. Credo che, senza il mondiale di mezzo, sarebbe rimasto con noi: perchè qui stava bene». Ci mancherebbe: basta guardare il rapporto stipendio-gol per capire che Vieri aveva trovato l’ennesimo eldorado. A Monaco non sono stati meno generosi. Anche nelle speranze. Ieri Bobo ha superato le visite mediche. Di Vaio si è detto felicissimo e con dita incrociate. «Speriamo di aver pescato un jolly». Guidolin ha cambiato faccia per amor di datore di lavoro. Nei giorni scorsi, visto dai francesi, non pareva esaltato dall’idea Vieri. Ieri ha smentito giocando alla commedia degli equivoci: «Vedete il mio sorriso? Vi sembro forse infelice? Volevo un giocatore di questo peso e caratteristiche, il nome di Vieri era in cima alla lista. Non gli do garanzie, ma se avrà la giusta convinzione troverà spazio». Prima dovrà imparare qualche schema. Per Guidolin valgono più dei gol. Stasera il Monaco giocherà con lo Strasburgo, Bobo farà apprendistato. Esordio previsto sabato, nello stadio Louis II, contro il Bordeaux: maglia numero 36.
Quel giorno il Milan avrà già in rosa il sostituto. Ieri Ancelotti ha scherzato sul nome e... sul passato. «Non mi hanno ancora detto niente, quindi vuol dire che arriverà Marcio Amoroso». Ma quella era la sceneggiatura per l’arrivo di Vieri, che oggi va annoverato alla voce flop. Allora veniva spacciato come fiore all’occhiello di un blitz di mercato. Stavolta l’allenatore è stato avvisato e stasera Amoroso sarà in Italia, domani si sottoporrà alle visite prima di firmare il contratto.
Il brasiliano aveva appuntamento con il San Paolo per firmare un nuovo contratto e presentarsi al raduno, ma l’ha snobbato. Secondo il suo procuratore, Nivaldo Baldo, il giocatore preferisce comunque tornare a giocare in Europa dove ha spopolato a Udine, ha fallito per problemi fisici a Parma, ha vinto uno scudetto nel Borussia Dortmund per poi, dopo un anno nel Malaga, rifarsi la fama nel San Paolo con il quale ha vinto il mondiale di club. «L’avevamo già trattato quand’ero alla Juve, al primo anno», ha raccontato Ancelotti che invece ha chiuso la porta ad altri arrivi. «Non ho alcuna richiesta particolare, anche perchè il mercato offre poca scelta. Ma escludo che arrivino rinforzi in altri reparti». E, a questo punto, ci resterà male Berlusconi, che aveva chiesto un difensore. Unico della società a non nascondere il punto debole. Stavolta sarà Ancelotti a far sobbalzare Berlusconi.