Ancelotti: «Kakà sulla fascia mi piace di più»

Adriano Galliani, nel prepartita, non si è certo tirato indietro, affrontando il caso della settimana che investe, di riflesso, il suo Milan. «Sì, ho sentito Donadoni al telefono, dopo la sua rottura con il Livorno. L’ho sentito perché lo ricordo sempre con tanto affetto, lui è uno degli Immortali del Milan. Era sereno. Ma io sono anche amico di Spinelli. Credo si sia rotto il feeling fra presidente e allenatore, tutto qui. E Mazzone non ha sbagliato ad accettare il posto. Bentornato a lui. Obbiettivo secondo posto? Non l’ho detto, ho detto “vinciamo queste due partite e poi vediamo la classifica domenica sera”». Ebbene, i tre punti, contro il Treviso di Cavasin, sono arrivati, e i cinque palloni finiti alle spalle del malcapitato Sereni fanno dell’attacco rossonero il migliore del torneo (con Sheva che ha superato nientemeno che sua maestà Rivera nella graduatoria dei goleador rossoneri di sempre, salendo a quota 165). Ancelotti elogia «l’equilibrio della squadra, che ha saputo restare compatta in campo, anche se la bella vittoria non ci deve esaltare», e “spinge” Kakà sulle fasce: «Partendo da lì può fare le cose migliori. Lui interpreta il ruolo diversamente dagli altri trequartisti, non è uomo da ultimo passaggio». «Non so - sorride bonario - se faremo in tempo a pensare al primo posto. Gente scontenta da noi? Sono tutte chiacchiere che il vento porta via».