Ancelotti «Mourinho non l’ho visto: ero al cinema...»

Tra Dunga e Lippi, Ancelotti sceglie il ct azzurro. E non solo per comune militanza azzurra. «La sostituzione di Pirlo all’intervallo di Italia-Irlanda poteva starci» è il suo giudizio difforme da quello della critica. Nessun dubbio invece sul futuro ruolo di Pirlo. «Non credo verrà mai a chiedermi di spostarlo dal centro: in quel ruolo, dove lo spostai sette anni, è diventato il più forte centrocampista del mondo» la certezza di Carletto. Una scudisciata, invece, viene riservata al ct del Brasile, lamentatosi per le condizioni fisiche di Ronaldinho. «Se mi avesse chiamato al telefono, come fa Lippi abitualmente, glielo avrei spiegato io lo stato di forma del brasiliano. La spiegazione è elementare: è stato fermo 40 giorni per la tallonite ed ha perso condizione» la frase appuntita di Ancelotti, rimasto «molto sorpreso» dall’esclusione di Pato, «non entro nella testa di Dunga». In serata, la risposta del ct verdeoro su Kakà, «È già la seconda volta che lo rimettiamo in piedi», su Pato, «all’Olimpiade con noi giocava, al Milan no» e su Dinho, «è un grande campione e dobbiamo cercare di recuperarlo».
Così non resta che dedicare la solita battuta all’intervento di Mourinho nella trasmissione di Chiambretti per chiudere il cerchio e passare ad altro. «Non ho visto la trasmissione, sono andato al cinema» la prima parte. «A vedere quale film?» gli ha chiesto un cronista. «Quo vadis?» la seconda parte della battuta che completa il panorama.
Fine delle polemiche prima di affrontare il capitolo personale della permanenza a Milanello. Su questo punto Ancelotti ha tenuto il punto sulla voglia di «rispettare il contratto a scadenza nel giugno del 2010», ringraziando Galliani per il paragone con Coppi. «Di sicuro non ho mai chiesto il rinnovo» la sua annotazione che, pronunciata col ghigno noto, ha il sapore di una smentita secca. «Vi dovete attenere a questa posizione per il futuro» il suo invito ai cronisti che non cancella gli interrogativi sul futuro. Chi vivrà vedrà: noi pensiamo che l’ipotesi Chelsea, unica sul tavolo, sia più che concreta. Perciò è il caso di pensare a puntellare il terzo posto dando spazio a Kakà e Pato, tenendo Beckham per la prima volta in panchina. «Do la precedenza a chi è rimasto a lavorare a Milanello» spiega e tra questi c’è Flamini.FOrd