Ancelotti: "Niente da fare, più bravi loro"

L'allenatore: "Usciamo a testa alta, abbiamo sbagliato nel finale". Berlusconi: "Carletto è confermato"

da Milano

Atmosfera dimessa nello spogliatoio del Milan, malgrado la presenza rassicurante del presidente Silvio Berlusconi e dell’ad Adriano Galliani che, a fine gara, hanno ringraziato i giocatori per il fantastico 2007 con due trofei conquistati che hanno fatto del Milan il club più titolato al mondo. «L’Arsenal ha giocato bene e ha meritato di vincere», le considerazioni del presidente rossonero. «Hanno un gran gioco e una grande forza atletica. In alcuni momenti non ci hanno fatto vedere la palla e quindi il loro successo è arcimeritato. Ma ora pensiamo a qualificarci per la prossima Champions. Ancelotti? Resta, assolutamente si». E mentre Arsene Wenger, tecnico dei Gunners, riconosce che i suoi giocatori hanno disputato «la partita perfetta e ora possono vincere tutto», Carlo Ancelotti non maschera il malumore: «È stata una partita difficile, equilibrata, comunque usciamo a testa alta e ci riproveremo nella prossima stagione. L’Arsenal ha avuto più ritmo di noi, ma noi ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo espresso quelle che erano le nostre attuali possibilità». Il tecnico rossonero esamina poi la partita: «Siamo partiti bene per una ventina di minuti, poi sono usciti loro che ci hanno messo in difficoltà. Nella ripresa è stata la condizione fisica a fare la differenza e noi abbiamo sbagliato nel finale. Ci è mancato il controllo totale della partita, avremmo anche dovuto spingere di più coi terzini, perchè Pirlo era nella morsa di Hleb e dei loro centrocampisti».
E adesso? «Adesso pensiamo a qualificarci in Champions, ci sono ancora 12 partite, saranno 12 finali», afferma Galliani. «L’Arsenal è forte, giovane, ha entusiasmo e nelle due partite ci è stata superiore. Comunque non si è chiuso un ciclo, avevamo puntato su Tokyo per vincere il mondiale per club e adesso guardiamo alla finale del 2009». Deluso anche Kakà: «L’Arsenal ha giocato meglio di noi. Ora ci aspettano giorni difficili. Meno male che il presidente Berlusconi ci ha dimostrato il suo calore, tocca perciò a noi ripagarlo. Quello che poi succederà a fine stagione per la campagna acquisti e per il rinnovamento che ci sarà, è compito della società».