Ancelotti: «Non ci faremo ammazzare dalla Juve»

«Per noi è più importante non aver incassato reti che averne segnate quattro». Seedorf: «Determinante la nostra reazione dopo il derby»

Jacopo Casoni

da Milano

Quattro calci all'ansia e alle incertezze che hanno agitato l'ambiente rossonero dopo lo shock della stracittadina di domenica scorsa. «Era importante avere una reazione di questo tipo dopo il derby», ammette Clarence Seedorf.
Ancelotti, invece, sottolinea l'importanza dello zero nella casella dei gol subiti. «Per noi è più importante non aver incassato gol che averne segnati quattro. Certamente ci darà fiducia». Il risultato rotondo non deve, però, far dimenticare il momento delicato attraversato dalla squadra. E Ancelotti lo sa bene: «Siamo contenti. Abbiamo fatto una grande partita e siamo stati molto efficaci in fase offensiva. La difesa è andata bene, anche se sul pareggio sfiorato da Sculli ci siamo distratti». La Juve è lontana, ma il discorso cade fatalmente sul mezzo passo falso dei bianconeri all'Olimpico: «Ci siamo avvicinati, anche se non molto. Comunque abbiamo rosicchiato qualcosa, due punti. La Juve voleva ammazzare il campionato e noi cercheremo di non farci ammazzare...». Ultimo pensiero per il rientro di Massimo Ambrosini: «Lui ha caratteristiche diverse rispetto agli altri centrocampisti della nostra rosa e potrà essere molto utile. Un giocatore così è logico che ci sia mancato parecchio».
Protagonista assoluto della vittoria è stato il solito Kakà. «Ci voleva questa partita - dice, quasi sollevato, il brasiliano -. La Juve? È una squadra molto forte e sta giocando benissimo, ma anche loro sono umani. Per me il campionato è ancora aperto». La soddisfazione del fantasista del Milan diventa ancora più manifesta quando gli si chiede dell'azione spettacolare che ha portato al secondo gol. «Mi è piaciuta, mi è piaciuta molto - gongola -. Oggi non ho segnato, ma ci hanno pensato gli altri, e va bene così».
Unica pecca, in un pomeriggio senza sbavature, è l'infortunio di Pippo Inzaghi. Prima della partita è Galliani a confermare lo stop dell'attaccante: «Ha un fastidio muscolare ancora da valutare. Peccato, avrebbe giocato». In casa del Messina l'umore è nerissimo. Anche perché i siciliani si sentono penalizzati dal rigore che ha sbloccato l'incontro. «Quel fischio ci ha fatti uscire dalla gara», dice l'allenatore Mutti. Il 4-0, però, racconta un'altra storia. E Di Napoli trae quella che, forse, è l'unica morale possibile: «Il Milan oggi è stato troppo forte per noi».