Ancelotti Non è solo colpa dell’arbitro: per la società il tecnico è sotto esame

I lamenti sull’arbitro, definito da Ancelotti «incerto e nervoso», non finiscono più. Dopo la serata no con la Reggina risultano ingigantiti dall’episodio di Samp-Siena: gol convalidato a Vergassola dopo il tocco, involontario, proveniente da rimpallo, col braccio. «Proprio come quello di Seedorf» segnalano dal Milan. I lamenti, in superficie, sull’arbitro fiorentino Pierpaoli nascondono le insoddisfazioni per la piega presa dal Milan in queste ultime ore. Invece di accorciare le distanze, di cogliere al volo le occasioni, continua a sciuparle con una precisione quasi geometrica. Col Genoa apparvero limiti fisici nella seconda parte, quella occupata dalla squadra di Gasperini per risalire la china del risultato.
Con la Reggina sono emersi antichi difetti legati alle sfide domestiche contro avversari chiusi a riccio, con giganteschi catenacci d’antan. Seguiti, per quel che riguarda la fase difensiva, dalla puntuale concessione all’altrui contropiede. Sull’imboscata di Di Gennaro, al centro dell’area, si è aperta una falla coperta a mala pena dal tentato recupero di Beckham. È una segnalazione da girare all’allenatore. Al pari della difficoltà nel forzare i posti di blocco calabresi organizzati da Nevio Orlandi. È tutta questa materia di Ancelotti, intorno al quale le insoddisafazioni si moltiplicano. Anche perché già al ritorno da Roma (con la Lazio) le parole di Galliani («il nostro gruppo non è inferiore a quello dell’Inter») scolpivano l’umore per il distacco nel frattempo sceso a sei punti. Figurarsi adesso che è risalito a otto punti. Col derby alle porte.