Ancelotti: «Paloschi? È un predestinato»

da Milano

È il Milan targato Pa: otto giorni fa Pato, ieri Alberto Paloschi. Ma è anche il Milan della vecchia guardia, quella che Carlo Ancelotti ha schierato nel primo tempo, con tante «vecchie glorie» in campo (vedi Ronaldo, Cafu e Serginho) e il futuro in tribuna (Pato) o in panchina (Paloschi). Gongola però il buon Carlo che, al gol del ragazzino, entrato in campo al 62’ e a segno dopo appena 10 secondi dal rilancio di Kalac, s’è fatto prendere da un entusiasmo irrefrenabile, condito da una lacrima furtiva. Felice ed emozionato, Ancelotti non ha nascosto la sua emozione: «Credevo nel ragazzo, l’ho fatto richiamare apposta da Viareggio a causa dell’emergenza punte che ci ha colpito. È giovane e promettente, ma anche un predestinato perché nei tre spezzoni di partita che ha fatto, oggi all’esordio in campionato e nelle due parite in coppa Italia col Catania, è sempre andato a segno e ha quindi una media realizzativa straordinaria. Ora starà ancora con la prima squadra e mercoledì sera lo utilizzerò anche contro il Livorno, dove potrò pure contare sul rientro di Gilardino, Gattuso, Kaladze e Oddo». Note negative invece per Nesta e Ronaldo: il difensore s’è procurato il colpo della strega ed è uscito dopo 45 minuti, proprio come Ronaldo che al minuto 21 ha sentito un dolore al ginocchio sinistro dopo aver calciato (di destro!) un tiro rimpallato in area dagli avversari.
Ancelotti guarda avanti: «Dopo il ritiro in Dubai abbiamo ottenuto 6 vittorie in 7 partite; da quattro turni non prendiamo gol; ci siamo messi a pensare al campionato dopo il mondiale di Tokyo e il nostro obiettivo è raggiungere almeno il quarto posto perché alla Champions il Milan non può proprio rinunciare. E ora cerchiamo di sfruttare l’occasione col Livorno per entrare nel giro giusto». Il tecnico rossonero ha però qualche elogio da fare: «Ambrosini ha trascinato la squadra, bene Pirlo e Kalac ha fatto una grande parata al momento giusto, proprio come a Firenze. Avevamo gente che non giocava da tempo ed è naturale la loro stanchezza. Il Siena però ci ha fatto soffrire, ma era previsto perché la squadra di Beretta è in grande forma. Mentre il 4-4-2 di partenza è figlio della necessità, ma sulle fasce laterali con Cafu-Brocchi e Jankulovski-Serginho ci siamo ben comportati».