Ancelotti: «Ripresa da dimenticare»

Il tecnico: «Abbiamo perso la lucidità dopo 45 minuti» Ambrosini: «Tifosi, stateci vicino»

da Milano

È scuro in volto Carlo Ancelotti: «Buono il primo tempo, tante occasioni, ma il secondo non mi è piaciuto. Abbiamo rallentato troppo, concesso troppi spazi, perso di lucidità, ci siamo buttati tutti in avanti e abbiamo rischiato molto. La Champions qui non c’entra, abbiamo fatto tre pareggi in campionato e dobbiamo migliorare. Ringrazio i tifosi per il sostegno». Deluso anche Massimo Ambrosini: «Siamo stati puniti da episodi. Occorre più attenzione. Non abbiamo giocato male, ma alla fine è uscita un po’ di stanchezza. I tifosi hanno capito lo sfogo del nostro capitano e hanno tifato. Penso che si riuscirà a trovare una soluzione: noi abbiamo bisogno di loro e loro di noi». Soddisfatto il tecnico del Parma Domenico Di Calo: «Bella partita, tante occasioni. Meritavamo di vincere, anche se nel finale abbiamo rischiato in due mischioni». C’era anche Ronaldo al Meazza. Capelli lunghi e ricci, il sorriso forzato, una linea abbastanza rotondetta (anche se è ben risaputo che è a dieta) e poca voglia di parlare. Le polemiche che l’hanno visto protagonista, il via-vai Milanello-Anversa-Rio de Janeiro, l’infortunio non capito subito, le cure misteriose, il ritorno con una data del rientro in campo che si allontana sempre più. Peccato, perché ieri Ronaldo festeggiava il suo 31° compleanno, ma nei suoi occhi non c’era voglia di festa.
«Senza giocare non è che sono molto felice», ammette il Fenomeno ai microfoni di Sky. E sul rientro è fatalista: «Speriamo di rientrare il mese prossimo, voglio stare tranquillo, sono stato sfortunato a trovarmi in questa situazione. Mi dispiace per i tifosi, però purtroppo è così». E poi un affondo polemico: «Tutti i casini che ci sono stati possono capitare, può succedere, ma adesso ho solo bisogno di stare tranquillo». Un occhio anche al suo Milan, però: «La stagione è appena iniziata, abbiamo tempo. Io spero di tornare presto per dare anche il mio contributo. E come regalo, vorrei non avere più infortuni».