Ancelotti, sette anni festeggiati col Braga

In coppa Uefa il tecnico festeggia l’anniversario col Milan: "Non lo
avrei mai creduto". Berlusconi: "Siamo in vetta e ce lo meritiamo:
garantiamo sempre momenti di grande calcio"

E adesso nessuno faccia battutine sulla crisi del settimo anno. Perché il matrimonio tra Carlo Ancelotti e il Milan, dopo la conquista della vetta in classifica a quattro anni di distanza dall’ultima apparizione nei piani altissimi della serie A, è più roseo che mai. Ha resistito anche alle bufere settembrine, due sconfitte nei primi due appuntamenti di campionato, e adesso il tecnico rossonero può ripensare con più serenità «al primo giorno in cui sono venuto a Milanello, un giorno particolare e speciale, non pensavo di ritrovarmi qui dopo sette anni dopo aver vissuto tanti bei momenti, conquistato tanti successi. C’è sempre stata tanta sintonia con il gruppo, con i giocatori che sono arrivati e con quelli che sono andati via, sintonia con la società, un rapporto molto continuo che si è consolidato nel tempo», senza badare troppo al contratto in scadenza nel 2010: «Non è il momento di parlarne, scadrà tra un anno e mezzo. Se ci sarà la volontà al momento opportuno si farà, ma adesso non vi è questa esigenza». Matrimonio sancito dalle parole del presidente Silvio Berlusconi: «Il Milan? Molto bene: adesso siamo in vetta, ce lo meritiamo perché il Milan garantisce ai suoi tifosi e a chi paga il biglietto momenti di vero calcio, di spettacolo e di divertimento. Credo allo scudetto, ma bisogna fare attenzione a Inter e Juventus».

Quindi pochi fronzoli e testa concentrata sul campionato e, ancor prima, sulla coppa Uefa, oggi arrivano i portoghesi dello Sporting Braga, «una squadra di cui abbiamo molto rispetto, completa, dotata di una buona corsa e con giocatori di ottima qualità», mantenendo alto il livello di allarme, d’altronde il capitombolo inatteso è sempre dietro l’angolo: «D’ora in avanti possiamo solo mantenere il primato in classifica, non dobbiamo avere rilassamenti: le difficoltà arriveranno adesso perché il nostro obiettivo è quello di essere qui tra sette mesi, meglio di così non possiamo fare, ma possiamo solo fare peggio, quindi da adesso iniziano le ansie e le preoccupazioni», il messaggio lanciato alla propria truppa da Ancelotti, nonostante la partita di stasera sia l’occasione per far rifiatare chi in questo avvio di stagione ha giocato di più.

Resteranno a riposo Zambrotta e Kakà, «non saranno proprio convocati», difficile vedere in campo dal primo minuto Seedorf e Ambrosini, esordio stagionale per Senderos in coppia con Kaladze a difendere Dida; davanti, la coppia Shevchenko («sono certo che ritornerà, fino ad oggi non ha avuto molte opportunità, ma sta lavorando con impegno», l’Ancelotti pensiero) e Inzaghi, quest’ultimo fresco di rinnovo di contratto fino al 2010, celebrato dal sito ufficiale con l’elenco delle 103 perle di SuperPippo in maglia rossonera.

Ultimo pensiero agli indisponibili Pirlo, «sta lavorando con più intensità, nel giro di quindici giorni dovrebbe essere a disposizione», e Nesta, «abbiamo deciso di mandarlo per un periodo di tempo fuori per cercare di curare definitivamente il problema alla schiena: caricando il lavoro in allenamento è tornato ad accusare qualche fastidio». L’unica nuvoletta nel cielo terso di Milanello.