Ancelotti si auto-blinda: «Allegri aspetti un po’»

MilanelloCarlo Ancelotti gioca a nascondino, prendendo per il naso tutti quelli che si aspettano da lui una parola definitiva sul suo futuro. Il Chelsea è dietro l’angolo, si sa, il contratto triennale a 5,5 milioni di euro netti a stagione (con l’aggiunta di un milioncino per ogni trofeo regalato alla bacheca di Stamford Bridge) è pronto, ma il tecnico rossonero non vuole proprio sbilanciarsi. A lui basta affermare: «Sono felice qui al Milan, ma nella vita mai dire mai», e sentirsi dire da Galliani: «Per quello che sappiamo noi rimarrà anche l’anno prossimo, poi cosa ne pensa Carlo non posso dirlo, ma non credo sia contrario». Però ha voglia di scherzare sul suo possibile sostituto: «Allegri è un tecnico giovane e alla sua prima stagione in A. Ha fatto bene col Cagliari e credo sia in grado di allenare qualsiasi squadra, anche il Chelsea, ma per venire al Milan deve aspettare ancora un po’».
Già, l’anno prossimo, con una qualificazione diretta alla Champions da conquistare sul campo e oggi un Chievo da prendere con le molle dopo lo scherzone dei veronesi alla Juve. «Sarà una partita delicata e importante, come tutte quelle che rimangono fino al termine della stagione», precisa Ancelotti. «La squadra sta bene e la nostra condizione è molto migliorata, in sintonia con quella di Kakà». Ma non è tanto sul brasiliano d’oro che vuole soffermarsi il buon Carlo, perché un altro giocatore sembra averlo folgorato in quest’ultima settimana: Andriy Shevchenko, sì proprio il 32enne ucraino spesso dimenticato che, grazie al gol con la sua nazionale, sembra aver trovato una seconda giovinezza.
«Quando Sheva è entrato contro il Lecce, ha fatto bene», precisa il tecnico. «La sua condizione è buona, è motivato e i miei dubbi sono legati al fatto che voglio prenderlo in considerazione in maniera diversa perché lo vedo molto competitivo. Quanto a Ronaldinho invece, non so se sarà titolare, è in competizione con altri giocatori». Insomma, la riscoperta di Shevchenko, penalizza Dinho e la sua faccia scura è emblematica: se oggi non dovesse giocare, il caso esploderebbe e l’addio a fine stagione sicuro. Gli unici certi di esserci contro il Chievo sono Dida, Zambrotta, Senderos, Favalli e Jankulovski e anche il divo Beckham rischia la seconda panchina consecutiva.