Ancelotti: «In Spagna possiamo ribaltare tutto»

Jacopo Casoni

Carlo Ancelotti, malgrado la sconfitta, è fiducioso: «Abbiamo la convinzione e le possibilità per ribaltare il risultato. La partita è stata equilibrata, abbiamo cercato di fare la partita, abbiamo giocato bene e creato qualche buona opportunità. Soprattutto le due nella ripresa con Kakà e Ambrosini ma loro si sono chiusi bene e hanno difeso con attenzione, mentre nel primo tempo abbassavano il ritmo e facevano girare bene la palla perché sono buoni palleggiatori. In sostanza ne è uscito un brutto risultato per noi. Kakà è stato marcato stretto, ma era successo anche l’anno scorso, però è riuscito a farsi vedere e a dare un bel contributo alla squadra. Abbiamo fatto qualcosa di più del Barcellona, avremmo meritato di non perdere, ma la qualificazione è ancora aperta e ce la giocheremo fino in fondo, anche perché qui a San Siro non ho visto un Barcellona entusiasmante. Al Nou Camp la partita sarà uguale a questa e se avremo ancora le stesse occasioni non dobbiamo sbagliarle». Adriano Galliani ha un presentimento: «Passiamo noi, lo sento. Qui è andata storta, ma raramente non facciamo gol. Ce ne basterebbe uno. Se Gilardino avesse segnato invece di prendere il palo, la partita sarebbe stata molto diversa».
Clarence Seedorf trova subito il responsabile della sconfitta rossonera: «L’arbitro ha fischiato troppo e ci ha penalizzato. Meritavamo di vincere, abbiamo giocato meglio del Barcellona e abbiamo creato più occasioni gol. Questo ci dà fiducia per il ritorno dove ce la possiamo fare. Potevamo gestire meglio, ma abbiamo fatto più di loro e per questo abbiamo fiducia per il ritorno. Ronaldinho? Ha fatto quello che doveva fare al momento giusto, ma siamo riusciti a contenerlo. Grande Milan e grande Barça, è ancora tutto aperto».
Ovviamente, Frank Rijkaard è decisamente soddisfatto. Dice: «Volevo vincere, lo consideravo un risultato fondamentale, anche perché contiamo poi sull’aiuto del nostro pubblico a Barcellona... in casa sarà più facile». Ma è proprio il genio della lampada, Ronaldinho, a frenare gli entusiasmi. Il brasiliano è lapidario: «Abbiamo giocato solo il primo tempo. E’ vero che siamo più vicini a Parigi, ma rispettiamo il Milan. Ha ancora 90 minuti per cambiare il suo destino».