Ancelotti è tentato: nuova vita al Chelsea

Abramovich ha fatto contattare Carletto per offrirgli il dopo Hiddink.
Le vicende familiari e i programmi del Milan lo stanno spingendo al "sì". Il tecnico vorrebbe Cannavaro, la società ha riserve sul giocatore

Milano - Meno di un anno fa fu una «scappatella», definizione di Adriano Galliani. Ancelotti, invitato a Parigi da Abramovich, incontrò il patron del Chelsea per discutere di un incarico coi Blues, poi affidati a Felipe Scolari. «Ho perdonato a Carlo quel cornino», raccontò in seguito il vicepresidente del Milan. Nelle prossime settimane quella scappatella può trasformarsi in una fuga d’amore, convinta e definitiva. Il Chelsea, incassato il gentile ma deciso rifiuto di Hiddink a restare sulla panchina londinese, è infatti tornato all’assalto di Ancelotti, utilizzando il solito canale (un amico comune) con la promessa di sedersi nuovamente al tavolo della trattativa appena le vicende delle rispettive squadre, Chelsea e Milan, garantiranno scenari meno provvisori. A Londra è in ballo la Champions, a Milano è decisiva la conferma del terzo posto per rimettere piede nella coppa prestigiosa e accedere a un minimo di sovvenzioni (autofinanziamento si chiama) per il futuro calciomercato.

Non è Madrid allora la tentazione di Ancelotti, bensì Londra. E infatti, sempre Galliani, dopo aver sentito al telefono Florentino Perez, il candidato alla presidenza del club madridista, ha smentito quella pista. «Lo escludo al 99,9%» la percentuale rischiata nel pronostico dinanzi a microfoni e taccuini. Ma non è affatto scontato lo scenario descritto dal dirigente milanista fino a qualche tempo fa. E cioè la garanzia assoluta della presenza di Ancelotti a Milanello anche il prossimo anno, col terzo posto in tasca.

«Carlo non ha mai accettato quel diktat» hanno svelato alcuni suoi intimi. Certo, il contratto è in scadenza nel giugno del 2010, ancora un anno cioè, e perciò un eventuale irrigidimento del Milan costringerebbe Ancelotti a rispettare le scadenze dell’intesa. Ma l’ipotesi è molto remota e inoltre le parti hanno sempre giurato: «Quando ci lasceremo (siamo all’ottavo anno di permanenza sulla panchina, tredici complessivi se si calcolano quelli da calciatore, ndr), lo faremo in assoluta concordia». Niente scenate né rancori. Scontata la sostituzione preparata dai berlusconiani: Leonardo al suo posto, col gradimento assoluto dei brasiliani che sono il nocciolo duro dello spogliatoio.

Le perplessità di Ancelotti ad accettare a scatola chiusa la conclusione naturale del contratto (in sella al Milan fino a giugno del 2010) sono legate a due fattori: 1) la consapevolezza che il prossimo calciomercato pianificato dal Milan non comporterà un clamoroso potenziamento dell’attuale rosa; 2) guadagnare, lontano dall’Italia, la serenità attualmente persa per le vicende familiari. Un eventuale prolungamento del contratto, fino al 2011, per esempio potrebbe risultare la soluzione più gradita a Carletto in caso di conferma e di no ripetuto alle sirene del Chelsea: Ancelotti resterebbe in sella senza l’etichetta del capo a termine, con la valigia dietro la porta già pronta. Ma Galliani non vuole sentire parlare di rinnovi. Che vuol dire spingere Ancelotti verso Londra.

Nel frattempo Ancelotti e il Milan continuano a lavorare fianco a fianco, in perfetta sintonia. Come sulle ipotesi di mercato da prenotare al volo. Il caso più eclatante è quello di Fabio Cannavaro: informalmente, il Real ha fatto sapere a via Turati di non essere interessato al rinnovo. Ancelotti sarebbe favorevole all’arrivo del capitano della Nazionale (per due anni) ma è il club ad avere riserve sull’operazione. Con calciatori, datati, provenienti dal Real Madrid, il Milan ha chiuso per un pezzo.