Ancelotti: "Tifare Milan porta bene"

Il tecnico elogia i campioni del mondo Ballan e Fragomeni, rossoneri doc. E a Milanello tutti si aspettano il titolo iridato di un altro milanista, il ferrarista Felipe Massa

Non c’è due senza tre. Due campioni del mondo vestono già la maglia del Milan: si tratta di Alessandro Ballan, veneto di Castelfranco, titolare della maglia iridata dopo l’impresa di Varese e di Giacobbe Fragomeni, milanese, reduce dalla conquista del mondiale, categoria massimi leggeri. Sono entrambi tifosi milanisti: uno già passato da Milanello e l’altro atteso per martedì pomeriggio da Ancelotti e i suoi, «ci porterà in dono la sua corona» la notizia affidata ai cronisti. «Siamo molto orgogliosi di poterli avere tra i nostri tifosi, porta bene tenere al Milan, è un consiglio che rivolgo a tutti gli sportivi» detta Carlo Ancelotti prima di completare la dichiarazione con una battuta («ho invitato Fragomeni a partecipare a una conferenza-stampa...») delle sue capaci di stemperare il clima e trasformare l’appuntamento con il tecnico rossonero in un piacevole incontro. La Ferrari tocchi ferro ma dopo Ballan e Fragomeni, il terzo può diventare un brasiliano di origine italiana (a Cerignola, in Puglia, le sue radici), molto amico di Kakà, appassionato di calcio e dichiarato simpatizzante del Milan. Si tratta, naturalmente, di Felipe Massa, ex guida numero due della Ferrari, oggi pilota di punta di Maranello in corsa, dietro Hamilton, per il titolo mondiale da assegnare durante il prossimo gran premio in Brasile, a San Paolo, la città di Massa e di Kakà.

«Noi tifiamo per lui, per Felipe cioè e per la Ferrari» promettono Emerson e Pato. «Tra il Milan e i brasiliani c’è un feeling speciale» segnala ancora Carlo Ancelotti. E non pensa solo all’arrivo dell’ultima stella, Ronaldinho, oppure alla presenza, in passato, di Cafu (capitano della seleçao, quattro mondiali alle spalle) e Rivaldo (altro Pallone d’oro circolato dalle parti di Milanello) o alla tradizione rinnovata grazie a Pato, uno dei più giovani della nuova generazione verde-oro. Ieri, per esempio, a Milanello spunta, atteso e salutato con grande affetto dai suoi ex sodali, anche Serginho, rientrato in Brasile e passato all’incarico di osservatore per conto del club rossonero nel suo paese. «L’altra volta sono andato in campo, ho ricevuto un applauso commovente e mi sono sciolto in lacrime, questa volta ho voluto evitare» la frase di Serginho che ha ancora tanti amici nella Milano rossonera.