Ancelotti: «Traditi dalla frenesia»

Marco Zucchetti

da Milano

A fine partita le facce sono tirate. «Senza farne un funerale», come minimizza Borriello, ma la delusione per il misero pareggio contro il Torino è difficile da nascondere. Non la nasconde Gilardino, che sfila via scuro in volto. Su di lui pesa la responsabilità del rigore calciato sul palo, anche se Ancelotti getta acqua sul fuoco: «La pressione per la vittoria che non arriva ci rende difficile anche calciare un rigore», il commento all'errore dal dischetto. «Dobbiamo tenere duro fino a Natale e cercare di fare più punti possibili - continua l'allenatore rossonero, che ha varato contro i granata un nuovo modulo a tre punte dettato dalle molte assenze a centrocampo -. La squadra era sperimentale, ma l'attacco è l'unico reparto al completo. Ho scelto Borriello e Oliveira perché più adatti a svariare sulle fasce, mentre Gilardino era più fresco di Inzaghi. Nel primo tempo non abbiamo giocato male; poi nella ripresa la voglia di vincere ci ha portato a disunirci e abbiamo rischiato di prendere gol».
Con Gattuso che ha stretto i denti e si è sacrificato giocando gli ultimi 30' anche senza essersi sottoposto alla visita medica, il Milan aspetta per sabato a Firenze il rientro di pezzi da novanta come Pirlo, Kaladze e Kakà. Intanto, l'umore non è dei più rilassati. Tra i più preoccupati, Oliveira: «Stiamo vivendo malissimo questo periodo, come i tifosi e come la società - ha ammesso il brasiliano -. Non è un problema di schemi, perché le opportunità le abbiamo create, ma quando gli attaccanti non segnano le critiche sono normali. Dobbiamo metterci in testa che lavorando bene questo cambierà». Non ha perso invece un certo ottimismo Brocchi: «Il Milan non può certo giocare come mercoledì in Champions (sconfitta per 0-2 in casa contro il Lilla, ndr), ma contro il Toro è stato diverso: ho visto segnali di ripresa, con una squadra più viva e più lucida. Fisicamente abbiamo retto per tutti i 90' e abbiamo rischiato di perdere solo perché cerchiamo sempre di vincere, come era successo contro la Roma. Certo, giocare ogni tre giorni è dispendioso e mai come quest'anno aspettiamo la sosta per ricaricare le energie psico-fisiche».
Atteso allo stadio, il numero uno rossonero Silvio Berlusconi ha disertato la tribuna. «Lo aspettavo, ma non è venuto - ha sorriso a fine gara il presidente del Torino Urbano Cairo -. C'era Galliani, la maglia granata del centenario l'ho regalata a lui».