Ancelotti: «È vero, De Santis aiutava la Juve»

Martino (Can): «Il fischietto vantava anche amicizie con dirigenti di Roma, Milan e Fiorentina»

Massimo Malpica

da Roma

Carlo Ancelotti ha confermato con i pm lo stretto legame tra Moggi e l’arbitro De Santis. E lo ha fatto da ex allenatore della Juve, dunque da persona a conoscenza dei fatti: c’era lui sulla panchina bianconera in quella contestatissima Juventus-Parma del ’99-00. Gara finita 1-0 per il club torinese, ammette oggi il tecnico, probabilmente grazie al fischietto di Tivoli. Mentre l’Italia esordisce vincendo in Germania, da Napoli arrivano nuove rivelazioni sull’inchiesta del calcio sporco, che sembrano certificare il ruolo centrale di Moggi e il pesantissimo coinvolgimento dei bianconeri. I pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, tra l’altro, hanno indagato anche il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone. Il patron dei blucerchiati è tirato in ballo per aver «predeterminato il risultato» di Samp-Fiorentina 3-0, insieme con i designatori, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, e con l’arbitro dell’incontro, Paolo Dondarini.
Nell’ottantina di pagine dell’avviso di conclusione indagini della Dda napoletana scompaiono i nomi dei poliziotti torinesi finiti nell’inchiesta e di altri esponenti delle forze dell’ordine. Gli indagati per frode sportiva sono 37, 12 quelli su cui pesa anche il sospetto dell’associazione per delinquere, e da quest’ultimo elenco è uscito l’arbitro Pasquale Rodomonti. Nelle carte c’è anche la parziale conferma del tentativo di illecito del «gruppo moggiano» attuato e fallito al termine del campionato 99/00. Nel suo interrogatorio con i pm, l’allora allenatore della Juventus Carlo Ancelotti ha ribadito la veridicità del contenuto della conversazione tra l’addetto agli arbitri del Milan Meani e l’arbitro Collina, intercettata dagli inquirenti dopo Siena-Milan 2-1 dello scorso campionato. Una «chiacchierata» relativa ad alcune rivelazioni fatte da Ancelotti a Meani su Juventus-Parma, penultima giornata di quel torneo. L’incontro, arbitrato da Massimo De Santis, terminò 1-0 per i bianconeri con gol parmense regolare di Cannavaro, segnato nel recupero ma annullato dal fischietto di Tivoli. «All’epoca io percepivo che accadevano circostanze strane e posso sicuramente affermare che esisteva un rapporto confidenziale tra Moggi e l’arbitro De Santis», ha spiegato l’attuale allenatore rossonero. «Sostanzialmente - ha aggiunto poi a verbale - quelli che io oggi posso più o meno fondatamente ritenere arbitraggi di favore per la Juve sono sempre stati esercitati da De Santis. Le mie sensazioni di quel periodo unite alla consapevolezza su queste vicende mi inducono ad affermare credo con sincerità che De Santis abbia permesso alla Juventus di aggiudicarsi la gara con il Parma nella penultima giornata di campionato». Una «frode» che avrebbe mantenuto i bianconeri un punto avanti al Milan. Ma gli inquirenti ritengono che proprio le polemiche per quella decisione compromisero «gli accordi illeciti già stabiliti». La Juve perse a Perugia, e il tricolore andò a Roma, sponda Lazio. De Santis, che resta l’unico arbitro nella «cupola» moggiana, aveva dunque con il dg bianconero, secondo Ancelotti, «un rapporto assolutamente particolare e tale da non avere paragoni con altri direttori di gara».
Il ruolo centrale del fischietto romano e le sue conclamate o millantate conoscenze tra i vertici del calcio italiano sembrerebbe peraltro confermate anche da quanto messo a verbale dal collaboratore del Can, Manfredi Martino. «De Santis - ha raccontato ai carabinieri - abitualmente vanta molto le sue amicizie in ogni ambiente, e si vanta altresì di molti suoi episodi nel corso degli incontri. Sempre ha vantato - continua il funzionario arbitrale - i suoi rapporti di conoscenza con i dirigenti della Juve, Moggi e Giraudo, ma anche con altri come Galliani e Meani del Milan, Fabrizio Lucchesi che è stato dirigente prima della Roma e poi della Fiorentina, o Pradè che è l’attuale direttore sportivo della Roma». Ed è invece l’ex direttore di gara Rosario Coppola che, oltre a ribadire il potere di De Santis all’interno della classe arbitrale, rivela ai carabinieri il ruolo di quest’ultimo nella nota storia dei Rolex donati agli arbitri dalla Roma. «De Santis è sicuramente in grado di potersi scegliere gli assistenti di gradimento, tra questi ricordo che il suo amico Ceniccola veniva scelto proprio in relazione a tale vicinanza. È chiaro che avendo tali legami e coltivandoli nel tempo si crea un gruppo che si muove con unità d’intenti». Sull’«episodio cosiddetto dei Rolex», prosegue Coppola, l’arbitro di Tivoli «organizzò direttamente con l’allora diesse della Roma Lucchesi i regali natalizi della classe arbitrale, compresi i Rolex d’oro ai due designatori che poi dopo lo scandalo furono restituiti».
Ricalca ancora il ruolo dominante della Juventus e di Moggi nel sistema calcio Manfredi Martino. Raccontando agli inquirenti quale fosse la rete di relazioni della segretaria dei designatori Maria Grazia Fazi, Martino rivela che la donna «aveva stretti rapporti con il gruppo dirigente della Juve, con Moggi e Giraudo, sia con il dirigente del Milan Leonardo Meani». Solo che la donna viene poi «rimossa» su pressioni di Moggi, che la allontana dalla Can salvo poi insistere per una buona sistemazione, accettando un «patto»: poteva restare in segreteria Can ma senza andare ai raduni degli arbitri. Lo scopo di quello strano compromesso, secondo Martino, era semplice: «I dirigenti juventini volevano che la Fazi venisse tenuta lontana dagli arbitri che si radunavano a Coverciano proprio per evitare che potesse esercitare un’influenza su uno o più arbitri secondo prospettive non gradite alla Juventus».