«Anche all’estero mi faccio largo non ostante l’ostilità di Jules»

Per gentile concessione della rivista Il Corsaro Nero, pubblichiamo la lettera, finora inedita, inviata l’8 gennaio 1899 da Emilio Salgari all’abate Pietro Caliari, suo vecchio insegnante.

Carissimo Don Pietro,
Innanzi a tutto mi lasci contraccambiare i suoi gentili auguri pel nuovo anno, poi che la avverta che già da oltre sei mesi mi trovo sulla Riviera Ligure dinanzi al mio vecchio amico brontolone, le cui onde vengono a flagellare tutti i giorni le mie finestre. Questo le spiegherà il ritardo della mia risposta, essendomi pervenuta solamente ieri la sua pregiata.
Quantunque cogli Speirani non abbia più affari, avendo concentrato tutte le mie pubblicazioni in un solo editore, il Donath di Genova, pure conservo sempre buone relazioni col cav. Francesco e con suo figlio Erpianis, il quale anzi è stato mio ospite poco tempo fa. Oggi stesso io scriverò al cav. Francesco proponendogli la pubblicazione della sua Angiolina ed appoggiandola caldamente. Non le nascondo però che vi sarà qualche difficoltà: desiderando gli Speirani pubblicare sempre lavori originali, tuttavia spero d’indurli ad accettare l’offerta. Vedremo il risultato. Se non riuscirò a deciderli, spero che non mi terrà responsabile, però come dissi farò da parte mia il possibile per riuscire. E nuovi lavori ne ha? In quanto a me lavoro sempre e con molta lena. Credo che la presenza del mio vecchio amico mare contribuisca non poco a darmi vigore crescente. Anche all’estero già mi faccio assai largo. In Francia non ostante l’ostilità di Verne, ho collocato quest’anno quattro lavori, due dal Montgredien, e due dal Delagrave, due in Spagna dall’Espansa di Madrid, altri due in Germania dal buon editore Weiser e nell’America del Sud, specie nell’Argentina se ne consumano parecchie migliaia di copie all’anno. Sono pienamente contento ma non ancora. Aspetto l’Inghilterra e la Russia colle quali ho già trattative ed altri paesi minori. Spero presto di aver i miei lavori pubblicati in tutte le lingue d’Europa e fare una guerra in regola all’ormai troppo vecchio Verne. Si ricordi qualche volta del suo antico allievo e riceva con una stretta affettuosa i miei più distinti saluti.
dev. E. Salgari, il vecchione della scuola
Sampierdarena, Casa Rebora 29
PS Se avrà occasione mi farà un vero favore a salutare da parte del vecchione e suo cattivo scolaro l’egregio D. Selle