Anche gli auguri finiscono in rissa appena si parla di moschea e «atteggiamenti mafiosi»

Il Natale rende tutti più buoni, ma non al Municipio Centro-Est. E dire che mercoledì notte, in pieno stile «White Christmas», non sono neanche mancati i primi spruzzi di neve che hanno imbiancato villa Piaggio a Castelletto nella quale si stava svolgendo l'ultimo consiglio dell'anno del Municipio più centrale della città. Le torte fatte in casa dalla segretaria sono in attesa di essere tagliate, lo spumante è al fresco fuori dalla finestra. Tutto è pronto. «Questa sera terminiamo alle 23 e l'ultima mezz'ora la dedichiamo agli auguri», esordisce il presidente, Aldo Siri (Lista Biasotti) che dà il via alla seduta con 13 argomenti all'ordine del giorno. Ma la discussione si arena sul nascere, anzi sulle espressioni di sentimento. L'emotività prende da subito il sopravvento. Prima con uno scambio di fioretto tra i consiglieri Enrico Cimaschi (Lista Biasotti) e Maria Peter Piacentino da poco passata dal Pdl all'Udc.
Quindi il leghista Giannalberto Conte si dedica alla moschea. Ed è partendo proprio dalla moschea che la minoranza guidata da Giuliano Bellezza (Pd) ricorda le parole di Siri («se si farà la moschea qualcuno la farà saltare») uscite sulla stampa e «mai adeguatamente smentite». Tanto più che «il suo modo di gestire questo consiglio lede la democrazia e ha fatto venire meno la nostra fiducia in questa presidenza», insiste Bellezza. «Preferisco il confronto coi cittadini alle tavole rotonde o quadrate del vostro modo di fare politica», è la replica glaciale di Siri. Ma l'opposizione abbandona l'aula e fa mancare il numero legale. «La risposta di Siri non ha nulla di politico mentre il fatto che il presidente non nomini neanche il consigliere a cui si rivolge manifesta viltà o un atteggiamento mafioso», replica Michele Razeti (Pd). Prossimo appuntamento a fine gennaio, sperando in un precoce disgelo.