Anche badanti, baby sitter e colf con un «certificato di garanzia»

Molto più che un ufficio di collocamento. Accompagnerà anziani e famiglie nella scelta della badante, colf o baby sitter, che faccia al caso loro. Apre lunedì prossimo in via De Amicis 17 - dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 - lo sportello «Occupazione e servizi alla persona», dove potranno incontrarsi domanda e offerta di assistenti familiari.
Nato dalla collaborazione tra Comune e Italia Lavoro (l’agenzia del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale), organizzerà corsi per aspiranti assistenti familiari, che solo dopo aver ricevuto una formazione adeguata saranno iscritti nell’elenco. Una commissione valuterà se inserire tra le badanti o baby sitter «testati» dal Comune anche le persone che dimostreranno, tramite curriculum, di avere già acquisito sul campo l’esperienza che permette di accedere all’elenco degli assistenti «doc». Il via libera ai corsi invece sarà regolato da bandi di concorso (presto pubblicati e reperibili in via De Amicis). Chi ha bisogno di una badante avrà già a disposizione un nutrito elenco di persone specializzate, visto che da 2 anni Palazzo Marino gestisce un albo a cui, su 1.609 domande presentate, sono state ammesse 683 persone che hanno dimostrato di possedere tutti i requisiti. In prevalenza peruviane (241), ecuadoregne (173), italiane (109), ucraine (21), filippine (18) e romene (10). Solo nel 2006, su 597 domande (520 donne e 53 uomini) sono state iscritte 259 badanti, e la classifica delle nazionalità rispecchia all’incirca la precedente: Perù in testa (86), Ecuador (55), Italia (37), Romania (8), Filippine. Italia Lavoro, che in città ha già tre sportelli (via Piazzetta 2, piazza Sant’Eustorgio 2 e via Boccaccio 43), solo nel 2006 ha incontrato 1.689 aspiranti operatrici e 341 famiglie.
«L’ufficio - spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali Mariolina Moioli - selezionerà e formerà assistenti qualificate e valuterà caso per caso quali persone sono più adatte a rispondere alla domanda di una famiglia. In questo modo saranno scongiurate situazioni di sfruttamento». La formazione, prosegue, «migliorerà le garanzie di chi lavora, anche nel rispetto delle persone che entrano nelle case e che magari non avevano i requisiti. Non ci sarà nell'elenco un inserimento “selvaggio”, proprio per favorire la qualità del servizio».
Quello del lavoro nero, conferma il responsabile del progetto Occupazione e servizi alla persona, Adriano Fanzaga, «è un fenomeno che stava andando fuori da ogni controllo, per questo si è deciso di intervenire. Il mercato del lavoro per quanto riguarda badanti e colf è normalmente irregolare, tanto che la regolarità è diventata l'eccezione. Bisogna convincere le famiglie che è opportuno anche per loro avere alle proprie dipendenze persone regolari». E «dato che le famiglie non sono datori di lavoro normali, hanno bisogno di qualcuno che li aiuti lungo questo percorso».