Anche biancheria sexy nel covo del terrorista

Ieri l’autopsia. Un testimone: i soldati Usa hanno preso a calci Zarqawi prima che morisse. Arrestati un suo luogotenente e altre 24 persone

da Bagdad

Biancheria intima femminile sexy e una camicia da notte leopardata sono state trovate tra le macerie del covo di Abu Musab al Zarqawi: oggetti poco compatibili con la rigida ideologia jihadista del terrorista giordano. I soldati americani hanno portato i fotografi tra i resti della casa distrutta mercoledì scorso da due bombe sganciate dagli F-16 statunitensi a Hibhib, 70 chilometri a nord di Bagdad. Nella casa, Zarqawi si nascondeva con alcuni collaboratori, tra i quali, secondo una fonte irachena, anche due donne, oltre a una ragazzina di 8 anni.
Nelle macerie dell'edificio sono state trovate anche riviste d'attualità, di propaganda militare, due sottili materassi di gommapiuma; un volantino con l'indicazione di una stazione radio di Latifiya, a sud della capitale, come un possibile obiettivo; pochi metri più in là, una fotografia ritagliata da una rivista dell'ex presidente Fanklin D. Roosevelt. C’erano anche alcune pagine strappate dall'edizione araba di Newsweek del 2 maggio, con l'articolo sul Vangelo di Giuda, secondo cui fu Gesù a chiedere a Giuda di tradirlo. Il capo di Al Qaida in Irak, stando a un giornalista iracheno della Tv Al Arabiya, cominciava la sua giornata leggendo i quotidiani britannici Daily Telegraph e The Guardian nell’edizione on line. Il corpo di al Zarqawi è stato sottoposto ieri ad autopsia per determinare le cause precise della morte.
Giungono intanto particolari sulle fasi immediatamente successive al bombardamento. Ma vanno presi con riserva. Un testimone, di nome Ahmed Mohammed, che vive vicino alla casa nella quale si trovava il leader terrorista, ha raccontato di aver visto a terra un uomo che sembrava Zarqawi accanto a un canale di irrigazione, ferito ma vivo. Quando i militari Usa lo hanno visto, hanno cominciato a colpirlo con il calcio dei fucili sul volto e sul petto fino a quando è morto. Continua la caccia agli aiutanti del terrorista giordano e ieri l’esercito iracheno ha annunciato di averne arrestato uno, Abbas al-Mofragi: è stato catturato a Khan Bani Saad, il capoluogo della provincia di Diyala, a 25 chilometri a sud di Baquba, in una delle operazioni seguite all'uccisione di Zarqawi. Secondo un portavoce militare di Bagdad, 24 persone in totale sono state arrestate negli ultimi rastrellamenti. In carcere anche il proprietario della casa in cui si era rifugiato il giordano: si tratta di un ex membro del Baath, il partito di saddam Hussein.
Tra i pochi che hanno condannato l’uccisione di Zarqawi il dittatore cubano, Fidel Castro. Ha definito il bombardamento «un atto di barbarie». «A tutti i criminali - ha aggiunto - spetta un regolare processo».