Anche Camilleri scopre l’alba di Veltroni

Un entusiasta Andrea Camilleri, lui di pirsona pirsonalmente, si cimenta sull’Unità di ieri in una avventata lode del romanzo di Walter Veltroni La scoperta dell’alba cesellando espressioni di questo tipo: «La massa di questo libro di appena 150 pagine è veramente notevole... E non è un caso che il nome di Calvino (del quale è appassionato lettore il figlio Lorenzo) compaia già a pagina 19... Ecco: la massa dell’argomento drammatico di questo racconto è alleggerita dal fiore della scrittura “lieve”, elegante senza volerlo parere, una scrittura che continuamente si sorveglia e vigila per non lasciarsi andare a sovratoni o a sbalzi sopra, o sotto, le righe... C’è solo da aggiungere che se l’archivista Astengo “ha vissuto”, il romanzo di Veltroni ha cominciato, e molto bene, a vivere».
Spericolate apologie di questo genere ci rafforzano nella convinzione che la stroncatura sia un genere non solo utile, ma assolutamente necessario.