Anche Campobasso ha detto no

Il Ministero dell'interno, ha precisato con un comunicato ufficiale, che le decisioni favorevoli al Sindaco di Saleranno Canadese, si sono basate in primo ed in secondo grado esclusivamente su motivi procedurali e non di merito. Peraltro, in un caso analogo, la magistratura di merito si è espressa in maniera opposta. Infatti il Tribunale di Campobasso, con sentenza del luglio 2005, confermata poi anche dalla Corte di Appello, ha annullato l'elezione per il terzo mandato consecutivo del Sindaco del Comune di Castelbottaccio.
In questo caso, la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma che limita i mandati dei sindaci, condividendo così l'esigenza di evitare «pericolose incrostazioni di potere nelle mani di singole persone».
Il disposto quindi dell'articolo 51, comma 2, del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali ha confermato una disposizione, già presente nel nostro ordinamento da alcuni anni, riguardante il divieto della immediata rieleggibilità di quanti abbiano già ricoperto la carica di sindaco per due mandati consecutivi.
La ratio della norma, contenuta nell'articolo 51, comma 2, del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, credo debba essere ricercata nell'intento di evitare il consolidarsi nei governi locali di vertici che potrebbero, in via ipotetica, dare luogo ad utilizzazioni indebite di tale potere politico-amministrativo oppure ad una politica statica da parte di chi sostanzialmente viene a risultare il detentore quasi «monopolista» di tale carica. Tema di vecchia data, che viene periodicamente ripreso e dibattuto nel corso di incontri e convegni a vario titolo ma solitamente promossi dai diretti interessati. Non soltanto associazioni dei piccoli comuni fino a 3000 abitanti, ma anche fino a 5000, 15000, 20000 e così via. Le associazioni nascono ogni dove, ovviamente sempre nell'interesse esclusivo dei cittadini ! Non credo.
Credo invece che la ratio del legislatore fosse azzeccata e personalmente sarei per estenderla, come già ebbi a dire, a tutte le cariche istituzionali. Due volte per tutti, dal Presidente della Repubblica fino all'ultimo consigliere circoscrizionale. Un grazie per il servizio reso alla collettività ed un addio per sempre dalle istituzioni pubbliche abolendo definitivamente il mestiere del politico, che ritengo essere uno dei peggiori mali della nostra rantolante democrazia. Galante non ha voluto fare eccezione e dimostrando un considerevole attaccamento alla sua poltrona di Sindaco arriva addirittura a rigettare il disposto di una legge dello Stato. Non credo sia un grande esempio di democrazia e legalità per i cittadini da lui amministrati negli ultimi dieci anni! Ma d'altronde si sente autorizzato evidentemente a predicare la disubbidienza civile nel suo comune dopo la recente riforma elettorale che, percorrendo la moda dei «reality show», ha trasformato le elezioni in «nomination». Infatti d'ora in poi si dovrà parlare non più di «eletti» ma di «nominati», introducendo magari anche il confessionale dove sindaci con la cultura democratica di Galante potranno aprirsi ai suoi elettori. Accadrà così paradossalmente che non saranno, e non sono già più, i governati ad orientare i governanti, ma i governanti a condizionare i governati.
Consigliere comunale