Anche la Cgil accusa Ipercoop

Diego Pistacchi

Anche la Cgil contro l’Ipercoop. Gli altri sindacati contro la Cgil. Tutti contro la cooperativa che aveva assunto Monica Di Mari, che per 600 euro al mese la faceva lavorare all’Ipercoop di Carasco. E che a un giorno dalla sua morte spiega che lei non avrebbe dovuto provare ad affrontare il ladro. Lo scontro più acceso è proprio sul compito assegnato alla donna uccisa con una stilettata al petto dall’uomo che aveva sorpreso a rubare un cd.
«Pur essendo iscritta alla Cgil, è venuta da noi quindici giorni fa per chiedere informazioni sul suo contratto - rivela Giorgio Strano, della segreteria della Uil-tucs di Genova -. Ci diceva: non capisco il mio ruolo, non sono preparata per la sicurezza, mi mettono al monitor, che cosa devo fare?». E dalla Fisascat-Cisl, Santo Schiappacasse aggiunge: «Lo stare al monitor è previsto dal contratto, mentre non doveva certo intervenire in funzione antitaccheggio». La Uil incalza ancora: «La vittima aveva un contratto di servizio per il portierato - insiste Fabio Servidei, della segreteria Uiltucs di Genova -. Avrebbe dovuto porgere le chiavi ai dipendenti o rispondere al telefono, non stare al monitor, funzione che deve essere svolta solo da guardie particolari giurate, quindi armate». Una bufera che potrebbe portare ad accertamenti da parte della Procura di Chiavari, mentre la Sg, la cooperativa per la quale lavorava Monica Di Mari, allontana da sé tutte le responsabilità. «Anche la signora Monica Di Mari - spiega il legale rappresentante - in qualità di socio lavoratore della società cooperativa, era preposta al servizio di portierato fiduciario presso l'ipermercato. Nell'ambito di tale funzione la signora era incaricata del servizio di sala controllo». E comunque «esclusivamente quale testimone e su richiesta del personale addetto assisteva all'eventuale verifica degli acquisti effettuati dalle persone sospettate di furto. Tale controllo, svolto dopo il passaggio dalla barriera casse, è demandato in via esclusiva agli addetti al servizio di vigilanza antitaccheggio, guardie particolari giurate, dipendenti di altra società». Il ladro, però, lo ha affrontato. E quindi, stando alla spiegazione della cooperativa, sarebbe stata lei stessa a decidere di fare qualcosa che non rientrava nei suoi compiti.
Anche i dipendenti dell’Ipercoop ieri si sono riuniti in assemblea e hanno deciso di protestare per esprimere «tutto il loro rammarico per l' eccessiva sollecitudine con la quale l' Ipercoop di Carasco ha ripreso la sua normale attività commerciale. Ci saremmo aspettati - si legge in un documento firmato anche da Vanda Valentini, segretaria provinciale di Flai-Cgil - anche un minimo segnale di cordoglio e di solidarietà per il dolore della famiglia di Monica Di Mari». I sindacati della vigilanza privata, Cgil, Cisl e Uil, oltre all’Ugl, hanno intanto indetto per oggi una giornata di sciopero con manifestazione davanti alla prefettura di Genova. Una vera e propria rivolta dei sindacati che stavolta non risparmiano neppure l’Ipercoop e la grande distribuzione. A Imperia, intanto Cgil indice la «settimana contro la precarietà» e mette nel mirino «la qualità di lavoro nei supermercati».