Anche la Cgil contro Bertinotti: con lui crumiraggio alla Camera

da Roma

Mercoledì 20 febbraio i dipendenti della ditta Onama, incaricata della ristorazione a Montecitorio, hanno lavato le verdure, hanno preparato bicchieri e posate per gli onorevoli, steso le tovaglie, ordinato le seggiole. Hanno fatto quello che dovevano fino alle 11.30, poi basta. Sciopero: contro le indennità «indecenti» proposte ai lavoratori. E, dunque, piatti di plastica, fine della pulizia delle stoviglie, in segno di protesta. All’ultimo sono stati richiamati camerieri da fuori, raccontano i «pasionari» delle cucine parlamentari, per mandare comunque avanti il servizio. Che scandalo sarebbe stato se l’onorevole ristorante si fosse bloccato. Anche per questo dello sciopero non si è saputo praticamente nulla. Ma se ne parlerà: la Cgil potrebbe denunciare la ditta incaricata, la Onama, ma anche la Camera, per aver consentito lo spudorato «crumiraggio» facendo entrare gente esterna, in barba alla sicurezza, per sostituire gli scioperanti.
La rivoluzione silenziosa a Montecitorio covava in realtà da alcuni mesi ed è figlia dell’esternalizzazione di alcuni servizi voluta anche dal presidente Bertinotti per tagliare le spese sontuose del palazzo. Nel 2007 la spesa per i pasti di onorevoli e dipendenti della Camera è stata di 3 milioni e trecentomila euro. Sull’onda del rigore, dopo l’estate, le mansioni prima attribuite a personale interno sono state affidate a una settantina di dipendenti della ditta Onama, «big» del settore, in attesa di una gara pubblica.
Il lavoro in un palazzo come quello non è convenzionale, non ci sono orari: si può passare da una settimana tranquilla a un’altra infernale. E proprio da quest’irregolarità sono nate le rivendicazioni: «Quando c’è la Finanziaria, quando si vota la fiducia, in questa legislatura poi... - racconta Barbara di Tomassi, che per la Filcams Cgil ha seguito tutta la trattativa -. Il ristorante non si occupa della presidenza, che ha un suo cuoco e un servizio personale, ma volevamo un premio legato alla reperibilità, oltre alla stabilizzazione dei lavoratori interinali. Per questo chiedevamo un’indennità per i più volonterosi di noi». La risposta dell’azienda fu: 20 euro di aumento. La reazione dei lavoratori: allora sciopero. «Quella che ci è stata offerta è stata una proposta indecente - riassume la sindacalista -. Noi chiedevamo un riconoscimento vero e dignitoso, consono a un impianto come la Camera». Un palazzo dove, va ricordato, ci sono altre «indennità», quelle dei deputati, cresciute nel 2007 di 4 milioni di euro.
Ma chiedevano, i sindacalisti, anche un incontro con il Capo, Fausto Bertinotti: i delegati Cgil, Filcams e Fiom scrissero una lettera al presidente della Camera lo scorso autunno per discutere «dei diritti sociali all’interno di Montecitorio» proprio con l’apertura ai lavoratori esterni. Diritti negati: «Bertinotti non ci ha mai risposto. Ci sarebbe bastato anche solo un “Sto con voi”». Durante lo sciopero, poi, molti lavoratori si avvicinarono «ai deputati dell’area più radicale, per spiegare le loro ragioni, ma nessuno se ne interessò. Siamo amareggiati. La politica è sempre più distante dai bisogni della gente».
La Filcams Cgil sta dunque preparando un’azione legale contro Onama per aver richiamato gente esterna da altre mense, ma si sta valutando una denuncia anche contro la Camera, che ha consentito a persone sconosciute, i camerieri sostituti, di avere «il nulla osta per entrare quando a una persona normale non basta il documento, se non è accompagnato da un parlamentare...». La sicurezza a rischio per coprire uno sciopero?