Anche la Contri, oltre ai Tir, prova a stoppare Merlo

(...) Merlo, per una volta, ha abbandonato il suo passo dialettico felpato da giovanissimo vecchio democristiano, mai una virgola sopra le righe, per annunciare anche una class action contro i responsabili, chiedendo il rimborso dei danni arrecati a tutto il Porto. E con lui si sono schierate la stragrande maggioranza delle associazioni di categoria e gli operatori economici del Porto: Assagenti, Spediporto, Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti e Confapi Trasporti.
Ecco, questa storia - che con le procedure per il rinnovo della presidenza dell’Autorità Portuale formalmente non c’entra nulla, anche se rischia di segnare un primo passo della campagna elettorale per il nuovo presidente del Porto - è però una perfetta metafora di quello che potrebbe succedere. Con una parte del Partito democratico, da cui Merlo proviene, nei panni degli autotrasportatori che gli bloccano i varchi. E un altra parte del mondo portuale che invece prova a farlo entrare.
Nel raccontare questo retroscena c’è un’obbligatoria istruzione per l’uso. Quando si racconta una manovra un po’ sotterranea, non necessariamente negativa, ma sotterranea, solitamente tutti gli interessati negano di aver nulla a che fare con la manovra stessa. E, quindi, immaginiamo che possa avvenire lo stesso domani, con puntuali smentite. Ma le fonti romane che ce l’hanno raccontata sono davvero di primissimo piano e quindi vale la pensa di girarvela, anche a rischio smentite.
Succede che, nei prossimi mesi, parte la procedura per il rinnovo della presidenza dell’Autorità Portuale e, fino ad oggi, Merlo sembrava praticamente certo della conferma per il secondo mandato. Il presidente del Porto è una persona a modo, perbene e capace. Personalmente, non ho problemi a dirlo, è anche un caro amico.
Ma un conto è essergli amico, un conto è non rimproveragli quelle che, a mio modo di vedere, sono due grosse pecche. La prima è quella di essersi un po’ troppo fossilizzato sul sesto bacino delle Riparazioni Navali davanti a Carignano, dove ora ci sono le attuali vasche, senza tenere in sufficiente considerazione l’idea di spostarla a Sestri, nell’area attualmente occupata da Fincantieri. Riuscendo da un lato a preservare lo stabilimento sestrese, dall’altro a ridare la vocazione turistica a tutta l’area fra il Porto Antico e la Foce. Soprattutto, senza danneggiare i cittadini di Carignano che rischiano di avere un ecomostro davanti a casa, con un livello di inquinamento acustico ancora ignoto. E questo, ovviamente, non vuol dire che a Sestri Ponente si può fare quello che a Carignano è vietato, come se ci fossero quartieri di serie A e di serie B. Ma, molto più semplicemente, significa che la vocazione industriale dei bacini davanti a via Soliman avrebbe una sua continuità, facendo tutti felici.
La seconda colpa di Merlo è strettamente connessa, ed è quella di aver temporeggiato troppo sull’assegnazione dell’appalto per la sesta vasca, per cui il suo predecessore Giovanni Novi, altro amico e galantuomo vero, senza alcun bisogno di bollini giudiziari che lo certifichino, aveva ottenuto il parere favorevole del consiglio superiore dei Lavori Pubblici e l’approvazione unanime del Comitato Portuale. Questi ritardi, di fatto, hanno fatto perdere i 56,8 milioni stanziati per quell’opera, che sarebbe stata collocata parallelamente agli altri bacini e avrebbe potuto accogliere con le sue dimensioni qualsiasi nave fra quelle che solcano il Mediterraneo. Sta di fatto che, per un motivo o per l’altro, quei soldi sono stati risucchiati dal Milleproroghe.
Ma, mentre qui si discute di temi reali, a Roma invece vanno in scena le manovre in casa Pd per quella poltrona. Che, dopo la telenovela Vincenzi-Pinotti sul sindaco, si trova di fronte a quella che rischia di scatenarsi per la Provincia, dove un ottimo candidato come Giorgio Guerello può essere azzoppato dal fuoco amico, per la gioia del centrodestra.
Per quanto riguarda il Porto, sul fronte romano dicono essere attivissima Fernanda Contri, ex ministro di Amato ed ex giudice costituzionale. Lei, dal canto suo, due settimane fa si è fatta sentire insieme alla presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro e alla senatrice candidata alle primarie Roberta Pinotti come relatrice di un incontro dal titolo: «Sviluppo e lavoro: le proposte del Partito Democratico - Difendiamo il cantiere di Sestri Ponente».
Per la cronaca, non risultano particolari competenze della bravissima avvocatessa Contri in tema di cantieristica. Se non è ancora una prova della sua marcia di avvicinamento al Porto, certo è un indizio.