«Anche in una crisi seria restiamo i più solidi»

I venti della bufera finanziaria nel «salotto buono» della finanza italiana arrivano, ma attenuati. «Anche alla prova di un inizio di crisi seria, il business si è confermato solido», ha detto l’ad di Mediobanca Alberto Nagel, nel giorno in cui l’assemblea dei soci ha varato il nuovo corso, con Cesare Geronzi che passa alla presidenza del nuovo cda, tornato al modello tradizionale.
In precedenza il consiglio di gestione di Mediobanca aveva approvato i dati del primo trimestre dell’esercizio 2008/2009 (il bilancio chiude il 30 giugno). La redditività risulta in calo, ma la solidità patrimoniale è la migliore tra i grandi gruppi italiani. Tra giugno e settembre è stato realizzato un utile netto di 309,9 milioni, in calo del 20,5%, ma comunque migliore delle attese. Il margine d’intermediazione (cioè i ricavi) è stato pari a 593,7 milioni, in calo del 13,4%. In particolare il margine d’interesse (differenza tra tassi attivi e passivi) è aumentato da 208,1 a 222,7 milioni (più 7%), mentre i proventi da negoziazione sono passati da 186,6 a 163,8 milioni (meno 12,2%) e le commissioni sono diminuite da 119,5 a 111 milioni (meno 7,1%). Un calo consistente, del 43%, si è registrato nei proventi dalle principali partecipazioni, passati da 171 a 96,2 milioni. In forte calo rispetto all’esercizio precedente anche l'attività di trading, che ha registrato 900mila euro contro 72,8 milioni. La liquidità del gruppo si è invece ulteriormente rafforzata, con 15 miliardi di nuova raccolta negli ultimi 15 mesi, e tesoreria a quota 11 miliardi. La società ha informato che nel corso del trimestre sono state chiuse tutte le posizioni in essere con Lehman Brothers. Si trattava comunque di posizioni a debito.
Nagel, illustrando i dati, ha sottolineato come siano state preservate «redditività, liquidità e solidità» della banca «nonostante il contesto macro economico e finanziario». La solidità dell’istituto di piazzetta Cuccia è stata ribadita anche nel corso dell’assemblea. «Il nostro Core Tier 1 (il principale indice di solidità patrimoniale, ndr) è oltre il 10%», ha dichiarato Nagel. Un livello ben superiore al 6-7% intorno al quale «lottano» le principali banche italiane. Riferendosi agli effetti della crisi dei mercati finanziari, Nagel ha parlato di una congiuntura «molto difficile»: «È importante essere prudenti e avere basi patrimoniali solide e noi siamo liquidi per 11 miliardi in un momento in cui è importante avere riserve di liquidità per fronteggiare eventi imprevisti». Il dividendo dell'esercizio 2007-2008 è stato quindi mantenuto invariato, a 0,65 euro per azione, anche a scopo prudenziale, sebbene, secondo i manager di piazzetta Cuccia, ci fossero margini per aumentarlo. Nagel ha comunque ricordato che nel corso dell’anno è stato effettuato un riacquisto di azioni proprie da 213 milioni e ha affermato che nel 2009 Mediobanca potrebbe anche rimodulare la propria politica di dividendi, orientandola ad una maggiore patrimonializzazione della banca. Per quanto riguarda l’evoluzione del business nei prossimi mesi, la relazione dei consiglieri di gestione afferma che «le condizioni di mercato non consentono di formulare indicazioni realistiche».
Nella parte straordinaria, l’assemblea è poi stata chiamata ad approvare il nuovo statuto, che abbandona il duale per abbracciare il modello tradizionale. Va registrato che il fondo Hermes, già noto alle cronache finanziarie italiane per le critiche alla gestione delle società del gruppo Pesenti, ha annunciato voto contrario al cambio di governance.