Anche dalle urne di Cipro si profila una vittoria per il centrodestra

Alle elezioni in corso nell'isola in vantaggio i due partiti di centrodestra: quello d'opposizione (Disy) e quello attualmente al governo (Akel). Assieme puntano a oltre due terzi dei seggi. In difficoltà i comunisti del Diko. Ma c'è l'incognita di un forte astensionismo

Si svolgono oggi nella Repubblica di Cipro le elezioni per il rinnovo del Parlamento - il decimo dall'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1960 - ritenute cruciali per delineare le alleanze dei partiti in funzione delle presidenziali del 2013. Ma sono anche un test di tenuta per l'alleanza di governo tra Akel (comunista) e Diko (Partito Democratico, centro-destra), soprattutto per proseguire i colloqui con la controparte turco-cipriota per la riunificazione dell'isola ma anche per il processo di adesione della Turchia all'Ue.
Cipro è divisa dal 1974 in seguito ad un intervento militare di Ankara innescato da un tentato golpe di nazionalisti greco-ciprioti teso ad annettere l'isola alla Grecia. Nella zona ancora occupata nella parte Nord di Cipro (il 37% del territorio dell'isola) nel novembre 1983 è stata proclamata una Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn) riconosciuta solo da Ankara ma non dalla comunità internazionale.
Gli aventi diritto al voto sono 531.136, tra cui 34.000 diciottenni che oggi vanno alle urne per la prima volta. I partiti in lizza sono 10 e presentano in tutto 412 candidati (tra cui 98 donne) per 56 seggi. La consultazione si svolge con il sistema proporzionale introdotto nel 1996: un partito si aggiudica un seggio in Parlamento per ogni 56.mo (pari all'1.79%) dei voti validi che riceve.
Secondo gli ultimi sondaggi, il partito Adunata Democratica (Disy, centro-destra) che nel precedente Parlamento aveva 18 deputati, dovrebbe vincere con il 32% delle preferenze. Al secondo posto - con due punti percentuali di distacco - dovrebbe piazzarsi l'Akel (anch'esso con 18 seggi al precedente Parlamento) che sconterebbe così la lenta reazione dimostrata nei confronti della crisi economica che ha colpito Cipro nel 2009 facendola precipitare nella prima recessione in 30 anni. Al terzo posto il Diko con uno striminzito 12% con cui i suoi elettori lo punirebbero proprio per l'alleanza con l'Akel.
Ma, sempre stando ai sondaggi, la grossa incognita è rappresentata dal rischio di assenteismo tra gli elettori più giovani: dei 148.000 aventi diritto al voto nella fascia tra i 18 e i 30 anni, sino a pochi giorni fa 38.000 non si erano ancora registrati per votare.