Anche un Dante del Seicento dietro le quinte della Berio

La signora Renata Quartini ha un aspetto giovanile, capelli corti, un filo di trucco, gli occhiali da lettura legati al collo, un maglione rosa, i pantaloni grigi e scarpe basse. Da tanti anni si occupa di libri. Li legge, ma soprattutto li cataloga e li sceglie per i genovesi, fino anche a ottocento al giorno, che se li portano a casa gratuitamente.
La signora Quartini è una delle dieci bibliotecarie che, con altrettanti assistenti, tutti i giorni apre i cancelli della civica biblioteca Berio e conosce tutti i segreti dei manoscritti, da quelli gelosamente custoditi nelle casseforti dei bassifondi, risalenti anche al Cinquecento, a quelli moderni piazzati al primo piano del nuovo edificio in via del Seminario.
Ieri le sale, deserte, sono state aperte al pubblico per conoscere la Berio dietro le quinte. Sono stati compiuti grandi passi avanti. L'anno prossimo la nuova sede, 5986 metri quadrati di cultura, trasferita da piazza De Ferrari, compie dieci anni, ma la biblioteca fu fondata dall'abate Berio nel 1765 e semidistrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Cento dipendenti, un viavai di studenti, lavoratori, anziani, che tocca le centinaia di persone ogni giorno. La biblioteca più grande della città con 260mila libri di cui 70mila lasciati a disposizione sugli scaffali insieme a qualche decina di dvd.
«Al mattino apriamo i cancelli - racconta la signora Quartini - non facciamo in tempo a sorseggiare un caffè che c'è la coda di gente. Tanti giovani, ma anche persone anziani che vogliono informarsi, leggere qualche pagina, prendere in prestito un buon libro. Adesso gli scaffali sono puliti. Li riordiniamo una volta all'anno. C'è l'impresa delle pulizie che mette tutto a soqquadro e noi dobbiamo rimettere a posto. Un lungo lavoro di etichettatura, ma anche disposizione dei libri per il pubblico genovese che è diventato esigente culturalmente. Dobbiamo ordinare anche i tavoli e le sedie, le lampade per leggere. Tutto. La biblioteca è divisa in sezione moderna al piano terra e al primo piano, poi c'è la sezione periodici al secondo piano, la sezione conservazione al quinto piano e la sezione raccolta locale al sesto piano».
Alla Berio ci sono tutti i libri o quasi degli ultimi anni. Ci sono anche originali di inestimabile valore, che valgono decine, forse centinaia di migliaia di euro. Pezzi unici e introvabili come tutte le edizioni di Dante del Seicento, l'Offiziolo di Durazzo, la Bibbia atlantica, le cinquecentine. Questi pezzi, ovviamente, non sono per il pubblico, ma vengono tenuti sotto chiave e conservati con l'idrometro a cappello per evitare altri danni alle pagine.
Molti manoscritti, purtroppo, vennero perduti durante i bombardamenti e pare che il podestà genovese, per non allarmare la popolazione, vietò di portare in salvo gran parte dei libri come invece volevano i responsabili della biblioteca in piazza Campetto.
Per prendere in prestito i libri basta iscriversi alla biblioteca in via del Seminario presentando un documento. Poi andare su internet www.comune.genova.it e prenotare il manoscritto di interesse e ricevere il via libera dai bibliotecari. Un libro si può tenere al massimo per venti giorni, poi bisogna restituirlo. Si possono chiedere libri anche di persona e ottenerli, con una sola richiesta alla Berio, anche da altre biblioteche cittadine.