Anche Dc e socialisti pronti a entrare nel «Comitato 1974»

Non solo Forza Italia, Alleanza nazionale e Udc. Al «comitato 1974» potrebbero aderire a breve anche i partiti più piccoli del centrodestra, dalla Dc per le autonomie ai Socialisti riformisti. È stato lo stesso promotore del comitato, il coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia Francesco Giro, ad aprire le porte. «Verso gli amici della Dc non esiste alcun proposito di marginalizzazione - ha detto Giro - Nella mia lettera aperta, anzi, vi è un chiaro e preciso riferimento “a tutte le formazioni politiche che si riconoscono nei valori culturali e ideali del centro e del centrodestra”».
«Il nostro obiettivo prima della pausa estiva - ha continuato delineando il lavoro che attende la Cdl - sarà quello di definire il profilo di questo comitato, la sua composizione, i suoi obiettivi. Bisognerà poi stabilire le linee guida per la predisposizione di una carta per Roma. Più in là potremo coinvolgere il mondo del lavoro, dell’impresa e della società civile e infine presentare la carta a un’assemblea pubblica alla città».
Invito immediatamente raccolto, come detto, dai Socialisti riformisti federati con la Giovane Italia di Stefania Craxi e dalla Democrazia cristiana per le autonomie. Nessun comunicato ufficiale dai primi ma piena disponibilità a collaborare al progetto. L’annuncio è arrivato da Forza Italia. «Sono lieto che l’amico Donato Robilotta - ha voluto commentare immediatamente Giro - abbia dato la sua disponibilità a lavorare al nostro fianco nel comitato».
Più articolata la posizione della Dc che pur volendo aderire, pone subito dei paletti. «Ricordo una nota opera teatrale con Johnny Dorelli, “Aggiungi un posto a tavola” - ha dichiarato il segretario romano Antonio Gazzellone -. Forse il nostro problema è l’incapacità a spiegarci, ed è per questo che spesso non riusciamo a farci capire dagli amici alleati. La questione non è sedersi a tavola ma individuare un percorso che ci porti a programmi e candidature condivise e al conseguente mantenimento degli impegni assunti». Come dire, «vogliamo il nostro spazio». La questione, pare, sarà la scelta dei nomi dei candidati per la Provincia, di Roma e non. Insomma una mera questione di poltrone. Peccato che, poco più di un anno fa, il candidato della Cdl Alemanno abbia raccolto appena il 37,1%. Un po’ poco, forse, per pensare di aver già vinto le elezioni.