Anche la Dc nel centrodestra Fini e Lega stoppano Mastella

Lo scudocrociato di Pizza alleato del Popolo della libertà. Udeur: corriamo da soli. E l’Udc schiera Cuffaro e De Mita

da Roma

Ci sarà anche un po’ di Democrazia cristiana, accanto al simbolo del Popolo della libertà. Una spruzzata di storia e tradizione che verrà fornita dall’apparentamento raggiunto con la Dc di Giuseppe Pizza che ha depositato al Viminale lo storico simbolo dello scudo crociato con le scritte «Libertas» e «Democrazia cristiana». Il simbolo è stato presentato per tutte le circoscrizioni italiane del Senato e sarà collegato con il Pdl, Forza Italia, Lega, Mpa e Alleanza nazionale, anche se pare che alla prova dei fatti verrà apposto sulla scheda soltanto in nove regioni.
La novità dell’ultima ora spuntata nel campo del centrodestra è stata resa nota da Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di presentazione del programma. Alla conclusione del suo intervento il leader del Pdl ha voluto ringraziare «gli amici e gli alleati che stanno con noi», a cominciare dalla Democrazia cristiana di Giuseppe Pizza, il cui simbolo «rappresenta un partito, la Dc, che ci ha dato 50 anni di libertà». Una sorta di ufficializzazione a cui ha fatto seguito il crepitare di indiscrezioni riguardo al possibile ingresso di Clemente Mastella o nel Pdl o nella stessa Dc. Una circostanza esclusa in maniera netta da Gianfranco Fini. «Mastella col Pdl? Lo escludo. Il Popolo della libertà non candiderà l’onorevole Mastella. Ed escludo anche che ci siano le condizioni politiche perché una lista apparentata al Popolo delle libertà lo candidi». Un rifiuto sposato in pieno anche dalla Lega che da sempre si batte per impedire l’ingresso dell’ex ministro della Giustizia nel centrodestra. «Condivido in pieno le affermazioni di Gianfranco Fini circa l’impossibilità di raggiungere un accordo con Clemente Mastella alle prossime elezioni politiche» dichiara in una nota il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Maroni.
Alla fine è lo stesso parlamentare campano a chiosare sulla questione. «I voti possono arrivare o non arrivare ma la dignità non è in vendita» dice il segretario dell’Udeur. «Saremo presenti con il Campanile in tutta Italia», conclude. Sempre sul fronte dei simboli novità arrivano dal nuovo soggetto che si appresta a nascere dall’incontro tra Udc e Rosa Bianca. Graficamente sulla scheda ci sarà lo scudocrociato, in cima il nome di Casini, in basso il motto «Liberi e forti», citazione da don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare. Luciano Ciocchetti svela poi alcuni particolari dell’accordo. «Non ci risulta una costituente di centro. Daremo alla Rosa bianca tre posti di quelli sicuri tra i nostri 36-37 deputati. Sono loro che hanno ospitalità nelle nostre liste tanto è vero che il simbolo lo presenterà Lorenzo Cesa». Sulla possibilità che a De Mita venga riservato uno di quei tre posti, Ciocchetti replica: «Lui è un discorso a parte, correrà come capolista in Campania». In Sicilia sarà, invece, Totò Cuffaro a guidare la lista.
Quello che è certo è che all’Udc non è andato proprio giù l’accordo con la Dc. «Berlusconi è sceso oggi al punto più basso della sua vita politica» attacca Lorenzo Cesa. «Dopo aver negato l’apparentamento all’Udc, oggi compra un marchio falso della Democrazia cristiana». Continua a far discutere, intanto, la scelta di Giuseppe Galati di abbandonare l’Udc per confluire nel Popolo della libertà. E lo stesso Silvio Berlusconi, parlando con i cronisti fuori da Palazzo Grazioli, si sofferma a considerare quanti esponenti centristi abbiano abbandonato l’Udc in questi giorni per approdare al Pdl. «È una frana - spiega l’ex premier -, ma preferisco non pubblicizzare questa cosa. Faccio anche male a non farlo, ma ho deciso così».