Anche una delle vittime tra gli organizzatori della strage di Caraffa

Spunta l’ipotesi di un «patto criminale» tra Tomaino e il cugino ucciso nella sparatoria

da Catanzaro

A progettare la strage di Caraffa sarebbero stati Claudio Tomaino, il giovane fermato mercoledì scorso su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Curcio, ed Eugenio Pane, una delle vittime del quadruplice omicidio. È questa l'ipotesi che assume sempre più concretezza nelle indagini sulla strage in cui, oltre a Eugenio Tomaino, sono stati uccisi i suoi genitori e la sorella, Camillo, Annamaria e Maria Pane.
Non è escluso che lo stesso Eugenio Pane abbia sparato con una pistola che aveva portato con sé all'appuntamento concordato con Claudio Tomaino, nipote di Camillo Pane. Tanto che per accertarlo il cadavere del giovane è stato sottoposto all' esame dello stub. Esame il cui esito si dovrebbe conoscere entro qualche giorno.
Movente dell'accordo criminoso tra i due la volontà d'impadronirsi dell'ingente patrimonio familiare della famiglia Pane che, con la morte dei familiari, sarebbe stato ereditato da Eugenio Pane, che l'avrebbe così diviso col cugino. Ciò che s'ipotizza, però, è che dopo l'uccisione di Camillo, Annamaria e Maria Pane l'accordo tra Tomaino ed Eugenio Pane sia saltato, con una sorta di resa dei conti tra i due. A quel punto a soccombere sarebbe stato Eugenio Pane, ucciso dal cugino. E ad avvalorare tale ricostruzione è il fatto che Eugenio Pane, secondo quanto è emerso dal sopralluogo effettuato sul posto del quadruplice omicidio, è stato l' ultimo dei componenti della famiglia a essere ucciso, dopo un inutile tentativo di fuga.
Un altro elemento che conferma il presunto accordo criminoso tra Tomaino ed Eugenio Pane è il fatto che entrambi erano affiliati alla stessa setta satanica i vertici della quale, nel corso di una riunione, secondo quanto riferito dal nipote di Camillo Pane, hanno approvato il progetto di sterminare i componenti la famiglia Pane. Riferendo che all'assassinio di Camillo Pane sarebbero stati interessati anche altri componenti il gruppo satanico. Si tratterebbe, in particolare, dell'avvocato di Lamezia Terme coinvolto negli affari gestiti da Tomaino e Camillo Pane nella compravendita di terreni e case attraverso le aste giudiziarie. L'avvocato difensore di Claudio Tomaino, sta intanto raccogliendo gli elementi e le informazioni per presentare nel più breve tempo possibile un'istanza per chiedere che il giovane venga sottoposto a perizia psichiatrica.
«L'accertamento - secondo l'avvocato - s'impone per verificare se Tomaino sia realmente capace d'intendere e di volere considerati gli elementi emersi dall'indagine che fanno sorgere seri dubbi in questo senso».
L'ipotesi dell'infermità mentale di Tomaino è avvalorata da alcuni precedenti nella famiglia del giovane. Nel 1990, tra l'altro, una zia di Tomaino, Angelina, sorella della madre del giovane, Maria Cecilia, uccise il figlio di quattro anni colpendolo con alcune coltellate.