Anche due italiane tra i 16 morti del rogo di Parigi

Confessano le piromani: 4 ragazzine che volevano vendicarsi di un’ex amica

Alberto Toscano

da Parigi

«Sì siamo state noi: volevamo vendicarci di una donna con cui abbiamo litigato. Prima eravamo amiche. Poi ci ha offese e così abbiamo deciso di fargliela pagare bruciandole la cassetta della posta. Ma non volevamo uccidere nessuno, per noi era poco più di uno scherzo», è la spiegazione - semplice e delirante al tempo stesso - data ieri dalle quattro ragazze responsabili del disastroso incendio di Lay-les-Roses, presso Parigi, divampato nella notte tra sabato e domenica. Il bilancio è atroce: sedici morti e ventidue feriti, di cui sei continuano a essere in condizioni gravissime. Tre delle vittime ci sono due donne italiane, madre e figlia, che vivevano da anni in Francia. Avevano ottenuto quell'appartamento in affitto e adesso hanno perso la vita nel tentativo di salvarsi dalle fiamme.
Tra le vittime ci sono anche tre bambini, e poco più che bambine sono quelle quattro rgazzine, trasformatesi da teppistelle in assassine. Ieri hanno confessato e stamane saranno davanti al giudice istruttore di Créteil, nella regione parigina, che probabilmente le incriminerà per incendio volontario e per omicidio preterintenzionale. Le quattro hanno dato fuoco all'una di notte alla sua cassetta delle lettere, col risultato che le fiamme sono divampate con estrema rapidità, divorando le strutture in plastica del pianterreno.
Così sono stati generati vapori micidiali, che hanno seminato la morte in quell'imponente torre di diciotto piani. Circa 350 persone si trovavano al suo interno. Chi ha tenuto la porta chiusa - nell'attesa dei pompieri - non ha avuto particolari problemi. Chi invece si è precipitato per le scale, nel tentativo di fuggire ha trovato la morte invece della salvezza.
Quella gigantesca torre è fatta di appartamenti popolari ed è situata in una borgata-dormitorio alla periferia della capitale francese, dove le storie di ordinaria violenza rischiano spesso di trasformarsi in tragedie. È accaduto anche stavolta e le quattro ragazzine in lacrime non sanno come giustificarsi di fronte ai magistrati, uno dei quali ha dichiarato: «Le quattro sospette sono tre minorenni e una maggiorenne. Una di loro ha sedici anni, due sono diciassettenni e la quarta - la maggiorenne - ha diciotto anni. L'ex amica, nei cui confronti le quattro ragazze volevano vendicarsi, è fuggita e la polizia sta cercandola per interrogarla. Certamente non è tra le vittime dell'incendio. Il rogo di Lay-les-Roses ha destato un'enorme sensazione in Francia perché è il quarto a sconvolgere quest'anno la regione parigina e a provocare numerose vittime. In tutti questi casi i palazzi del disastro erano abitati unicamente (come nei tre precedenti) o comunque in buona parte (come in quest'ultimo) da immigrati di origine africana. Adesso il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy vuol sgomberare tutti gli immobili parigini fatiscenti e occupati illegalmente. Così la polemica politica vede una volta di più le sinistre - e in particolare alcune associazioni vicine al Partito comunista - accusare il ministro dell'Interno di nutrire «tendenze fascistizzanti» sia perché vuole sgomberare i palazzi fatiscenti sia perché rifiuta di considerare i colpevoli dell'incendio di Lay-les-Roses come giovani dalle idee un po' confuse, preferendo chiamare le loro gesta come autentici «atti criminali».