Anche la Federcalcio di Rossi contro il Genoa

Cancellate le altre partite sospette e le trascrizioni dei carabinieri. Ma la sfida sulle intercettazioni potrebbe finire alla Cassazione

(...) originariamente contestato a persone diverse dagli attuali imputati. Nella fattispecie non si configura l’ipotesi di inutilizzabilità che si verifica nel caso di utilizzazione di intercettazioni disposte nell'ambito di procedimento diverso». Un’interpretazione che accoglie l’ultima sentenza della Cassazione in materia, e che però, come sostiene Alfredo Biondi, uno dei legali di Enrico Preziosi, «contrasta con un pronunciamento opposto emesso da un’altra sezione della stessa Suprema corte». Di fronte a questa doppia interpretazione potrebbe essere facile immaginare una richiesta di un nuovo e definitivo pronunciamento della stessa Cassazione, questa volta a sezioni riunite, che risolva la situazione già prima che il processo ricominci.
Ma i due pm hanno anche accusato un brutto colpo da parte del giudice Cascini. Lari e Arena avevano portato avanti la tesi di altre partite sospette, e che la frode sportiva non era limitata alla sfida con il Venezia. In questo caso invece il giudice ha messo un limite netto, cancellando ogni riferimento agli incontri con Ascoli, Piacenza, Empoli. Uno pari e palla al centro per la questione della competenza territoriale. Il processo, per ora, resta a Genova. Il magistrato che doveva valutare le richieste di trasferimento ha osservato che al momento non ci sono elementi per valutare la competenza e che quindi il 24 ottobre accusa e difesa si dovranno dare appuntamento sempre al «palazzazzio» genovese.
Il giudice Cascini ha fatto notare che, in questo caso, «il reato si perfeziona nel momento e nel luogo dove si realizza l’offerta o la promessa illecita», mentre la successiva accettazione dell’offerta o il prefezionamento dell’accordo non sarebbero più rilevanti per determinare la sede del processo. Va dunque individuato il luogo della «proposta indecente». E qui si aprono tante ipotesi, visto che tra l’altro la prima telefonata intercettata è quella fatta da Cravero (si trovava in auto e servirà la collaborazione delle compagnie telefoniche per capire il territorio di quale procura stesse attraversando). C’è dunque tempo per cambiare eventualmente sede.
E a proposito di intercettazioni, il giudice Cascini ha dato un’altra stoccata all’accusa, ordinando la trascrizione con perizia tecnica dei testi delle telefonate. In pratica non ha dato valore alle interpretazioni che a quelle conversazioni hanno dato gli uomini della polizia giudiziaria che li hanno riassunti per conto dei pm, ma ha chiesto di conoscere per intero i colloqui intercorsi tra gli imputati.
E l’autogol della Figc? Restano da capire i motivi della scelta di costituzione di parte civile, che comunque non è stata ancora perfezionata. Potrebbe trattarsi di un tentativo di anticipare eventuali richieste danni da parte del Genoa, vero danneggiato anche dalle modalità del processo alla Caf. E comunque, osserva Biondi, «adesso la stessa Figc, si dichiara parte in causa, così vedremo se alla fine saranno loro a doverci risarcire i danni materiali e morali. Così facendo hanno messo un punto fermo, la Figc è la controparte del Genoa». I destini della società di Enrico Preziosi e della Federcalcio sembrano legati a filo doppio. E non solo per quella coincidenza che vede l’avvocato Milella, legale della Figc, essere il titolare dello studio presso il quale lavora Giorgio Martellino, figlio di Cesare, ex presidente della Caf, e proprietario del computer sul quale era stata scritta, al mare, la sentenza Genoa.