Anche le fiction si collaudano, i test in un paesino

Pier Francesco Borgia

da Roma

In America, ovviamente, funzionano già da anni. Da noi arrivano soltanto adesso le cosiddette «test area». Luoghi, o meglio piccole cittadine, cui proporre programmi «pilota» di future serie televisive. Lo scopo? Saggiare ovviamente i gusti di un campione demografico il più rappresentativo possibile dei gusti nazionali. Il primo comune del Belpaese a ricevere l’incarico di «testare» le puntate «pilota» delle fiction tv sarà Alatri.
L’idea di prendere esempio dagli americani è venuta a Maurizio Costanzo. «Da anni negli Stati Uniti - racconta il giornalista televisivo - si sperimenta questo tipo di sondaggio. A trarne profitto sono soprattutto i produttori cinematografici e televisivi. Non solo si può così capire fin da subito se uno sceneggiato può o meno ricevere il consenso sperato, bensì si può studiare anche l’inserimento di un nuovo personaggio in una soap». La scelta di Alatri risponde a una serie di criteri strettamente statistici elaborati dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli. «Le cosiddette “test area” - spiega l’esperto - in verità funzionano già da tempo in Italia. Solo che è la prima volta che vengono sfruttate per capire la validità di un prodotto tv». Due i criteri per l’individuazione del paese «campione». In primo luogo deve essere una cittadina tra i 20 e 30mila abitanti. In secondo luogo deve ospitare una popolazione ben eterogenea sia dal punto di vista sociale che professionale.
L’esperimento è stato nominato «La Cittadella», in onore di un vecchio sceneggiato tv, orgoglio del piccolo schermo italiano. Nel corso del mese di febbraio una tv locale dedicherà una parte della sua programmazione alla trasmissione di due numeri zero di produzioni di fiction Rai e Mediaset. Il giorno seguente la trasmissione, la Ipsos interpellerà gli spettatori di Alatri per raccoglierne le opinioni. «Il risultato di questi sondaggi - conclude Costanzo - non verrà, però, mai reso pubblico».