Anche la Fifa pensa solo al botteghino

F ifa e Uefa, più direttamente Blatter (col sostegno di Platini), non sono schierati a difesa di un fortino ideologico o meglio ancora romantico, dentro il quale è possibile riconoscere il valore simbolico delle nazionali e altre retoriche questioni che appassionano, di solito, distratti e disinformati. No, tutti e due, con l’ausilio di qualche manager Uefa, tengono d’occhio una cassaforte, piena di franchi svizzeri, dove viene custodito il ricavato, gratuito, del torneo più prestigioso, il mondiale appunto, capace di generare incassi da mille e una notte, tra diritti tv, botteghino e sponsor. L’Uefa ha già distribuito parte della ricchezza attraverso il grande accordo partorito con la Champions league, la Fifa invece resiste, minaccia, spedisce avvertimenti mafiosi al G14 invece di regolare la questione con la convocazione delle parti e l’inizio di un negoziato. Dentro la cassaforte di Zurigo resiste una montagna di soldi ottenuta in modo gratuito, senza cioè pagare la mano d’opera a carico dei club europei. A cosa servono quei soldi? Di solito a finanziare viaggi e campagne elettorali, e solo in piccola parte a garantire l’organizzazione del mondiale.
Con la scusa di rimpiangere il calcio di una volta, Platini difende il tesoro della Fifa ma si ritrova a duellare oltre che con Bettega con la documentata analisi di Beckenbauer, esponente di rango del G14, campione di razza del Bayern e adesso dirigente del club, abituato tra l’altro a far quadrare i conti, senza ricorrere al finanziamento di azionisti generosi. Sul merito è opportuno centrare l’attenzione. I club europei chiedono la luna nel pozzo o il riconoscimento di un legittimo risarcimento se offrono la mano d’opera specializzata alle nazionali e non ne vengono risarciti in caso di infortuni, lunghe soste, traumatiche interruzioni di carriere prestigiose? Se l’Inter di Moratti perde Ronaldo la stagione dopo il mondiale del ’98, deve continuare a pagare l’asso brasiliano senza ottenere alcun concorso dalla federazione brasiliana? Si può pensare, almeno nei mesi destinati a mondiale ed europei, che gli stipendi vengano pagati dalla Fifa invece che dai club? Basta rispondere a questi semplici interrogativi per comprendere la questione. Con l’avvertimento che minacciare sanzioni è una tecnica da federazione delle banane.