Anche la firma sulle foto taroccate diventa un giallo

(...) il via libera all’ultima stesura del manifesto. Un’ipotesi che farebbe cadere completamente la teoria dell’«ingenuità» sostenuta da Burlando. E soprattutto l’estraneità del presidente della Regione. Perché l’autorizzazione a procedere con la stampa e l’affissione del manifesto taroccato deve essere stata data da qualcuno, nel caso da una persona diversa dal dirigente responsabile. Che sarebbe stato quindi cercato per «sostituire» chi non aveva voluto rendersi partecipe dell’elaborazione del manifesto. Al momento tutta la vicenda resta un giallo. Ma la verità dovrebbe venire a galla già lunedì nel corso del dibattito in sede di consiglio regionale.
Non senza difficoltà è stato infatti deciso dall’ufficio di presidenza che lo sbianchettamento delle fotografie sarà oggetto del prossimo confronto in via Fieschi. La mozione di sfiducia a Burlando proposta da Gianni Plinio e Matteo Rosso è stata trasformata in interpellanza urgente alla quale potrà essere unito un ordine del giorno contenente la richiesta di dimissioni. Una soluzione tecnica che garantirà comunque il dibattito in aula aperto a tutti i consiglieri. E con l’occasione Plinio chiederà di conoscere la verità sull’autorizzazione negata e sul giallo delle firme dei dirigenti. «Mi sembra il minimo, dopo tanti misteri e tanti tentativi di minimizzare l’accaduto, mostrare quel documento e chiarire se siano o meno fondate le voci che ipotizzano l’apposizione di una firma diversa da quella del dirigente preposto - attacca il capogruppo di An - Si tratta di un atto pubblico che non può essere nascosto. Qualora davvero ci sia stata questa ulteriore “manipolazione”, sarebbe evidente la responsabilità diretta del presidente, che non potrebbe neppure più sostenere di essere all’oscuro di tutto. Cosa che invece ha pubblicamente assicurato con un comunicato formale». In altre parole, la posizione del governatore diventa delicata. La necessità di fugare ogni dubbio mostrando l’atto firmato dal dirigente giusto è evidente. Così come il fatto che ogni tentativo di insabbiare l’intera vicenda della foto taroccata è ormai impossibile. Troppo rischioso poi cercare altre vie d’uscita, diverse da quella di garantire la massima trasparenza.
Plinio aspetta la prossima mossa di Burlando e intanto gli spiega perché oggi non sarà presente alla commemorazione del 25 aprile. «Non parteciperò neanche quest’anno. È una ricorrenza che divide e non già unisce tutti gli italiani - attacca - Se volesse dimostrare pietà umana ed autentica volontà di pacificazione nazionale il presidente Burlando oltre che sulle tombe dei vincitori potrebbe deporre un fiore anche sulla tomba dei vinti. Perché non lo fa?»