Anche il Frosinone ai nastri di partenza: è già coppa Italia

Mai dire mai anche nel calcio, ma se fino a qualche anno fa, artefice dei miracoli di Lecce e Treviso o anche nello scorso campionato quando occupava la panchina del Messina in serie A, ad Alberto Cavasin avessero detto che un giorno avrebbe allenato il Frosinone, e per giunta in serie B, il simpatico tecnico veneto probabilmente avrebbe pensato a uno scherzo. Ed invece eccolo qui Alberto Cavasin, sudare nel ritiro di Trasacco, in Abruzzo, con addosso la tuta gialloblù alla vigilia del primo impegno ufficiale di stagione. Questa sera, infatti, sul campo di Rimini i ciociari esordiranno in Coppa Italia, nella nuova formula ad eliminazione diretta con partite di andata e ritorno. E la truppa del presidente Stirpe ha tutta l’intenzione di andare avanti nel torneo, anche perché il tabellone gli riservato eventuali scontri con il Torino e poi con la Roma. Proprio quella Roma che giovedì scorso al Matusa, ha sofferto non poco per aver ragione di un Frosinone già in palla. «Effettivamente nel ritiro tutto è andato nel migliore di modi - conferma Cavasin - e anche se con la Roma era solo un’amichevole, ho ricevuto buone indicazioni. Ma adesso è tempo di fare sul serio e di cominciare a vincere, anche per non deludere la società che continua a fare grandi sforzi e un pubblico che ci è stato vicino fin dal primo giorno». La società ha operato con acume sul mercato, prima confermando pezzi da novanta come Lodi e Bocchetti e poi riuscendo a bloccare giocatori esperti come Pecchia, Amerini e il portiere Sicignano, artefici di tanti campionati in serie A, giovani interessanti come il bomber irpino Evacuo e stranieri di talento come l’ungherese Bognar. «Ma siamo sempre attenti a quello che il mercato può offrire - aggiunge il direttore sportivo Enrico Grazianti - soprattutto per quanto riguarda qualche puntello in difesa». I tifosi, dal canto loro, stanno confermando un attaccamento alla squadra che oramai è diventato un vero e proprio fenomeno sociale: l’anno scorso, al primo anno di B e con Juventus e Napoli come rivali, la società staccò 2200 abbonamenti. «Tutto lascia ritenere - fanno sapere dalla società - che il record dello scorso anno verrà superato». Certo, resta il cruccio di uno stadio vecchio e inadeguato, allargato a 9500 spettatori ma il più delle volte insufficiente, anche perché i club del Frosinone sono nati come funghi in gran parte dei 91 paesi della provincia ciociara. Ma calcio e politica hanno tempi diversi.