Anche Genova e Torino verso il ticket anti smog

La ricetta londinese non contagia Firenze, che punta sulle Ztl A Bologna esperimento partito nel 2006, ma piovono critiche

Ticket antismog, le polemiche non fermano Milano: a gennaio si parte, sulla scia di Londra, il primo e più importante esperimento di pedaggio per il centro storico al mondo. E intanto diverse altre città del Nord si preparano a seguire l’esempio milanese (vedi Genova), mentre altre, come Bologna, hanno già avviato la propria ricetta.
GENOVA
La città è pronta a seguire l’esempio di Milano. Il piano è pronto e potrebbe scattare nel 2008: «Sperimenteremo il sistema dei crediti con i mezzi che entrano con le merci nella zona più centrale della città», spiega il vicesindaco Paolo Pissarello. Si pensa di dare gratuitamente a ogni furgone un certo numero di crediti in base all’attività svolta, ai volumi trasportati, al grado di inquinamento. Ogni volta che si passa sotto i varchi elettronici che delimitano il centro, il credito viene scalato. «Chi, nel corso dell’anno, brucia più crediti di quanti concessi salderà il conto con il Comune. A chi ne ha risparmiato, invece, daremo dei premi. Se funziona potrà essere esteso alle auto». Il progetto era stato studiato tempo fa: «L’abbiamo sperimentato per sei mesi con 200 volontari. I risultati? Buoni, ci siamo bloccati perché i costi di gestione erano alti. Il problema di Genova è la congestione più che l’inquinamento».
TORINO
Il ticket partirà l’anno prossimo: si dovrà pagare per superare i confini della Ztl che delimita il centro storico. L’idea è rimasta in sospeso per tre anni, ma di recente ha ripreso quota. «Lo faremo entro novembre 2008. L’obiettivo è di limitare il più possibile l’utilizzo dei mezzi privati». La qualità dell’aria è una priorità per Torino, tra i comuni d’Italia con la mano più pesante nella lotta contro le micropolveri che hanno già spinto l’amministrazione a vietare la circolazione alle auto private a benzina e diesel Euro 0 in tutta la città dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19 e dei furgoni euro 0 e euro 1 dalle 9 alle 13. Un provvedimento che sarà addirittura inasprito a partire dal 5 novembre per effetto delle nuove norme regionali che potrebbero allargare le limitazioni a 8 ore e anche alle auto ante euro 2. Se insomma Milano non ride, Torino se la cava ancora peggio. E a palazzo civico stanno studiando perfino di creare alcune microzone all’interno delle Circoscrizioni dentro le quali sarà consentita soltanto la circolazione a tram e autobus.
BOLOGNA
A Bologna il ticket è stato introdotto nel 2006. Costa da 5 a 12 euro e può essere usato solo tre volte al mese dai non residenti (escluso chi abita nella Cerchia). Il Comune ha posto un tetto di extra-accessi massimi consentiti: 800 veicoli in più rispetto alla media. Ma il ticket non ha mai sfondato, le richieste si sono attestate a una media di cento al giorno. «Un provvedimento inutile e ininfluente», lo definisce Giancarlo Tonelli, direttore generale dell’associazione commercianti «Sistema troppo complicato», sostiene invece il presidente Sergio Ferrari.
LE ALTRE EMILIANE
In Emilia all’ecopass per il momento non pensa nessuno, fra Parma, Modena e Reggio. Il sindaco Pietro Vignali: «Qui questa misura non è mai stata in considerazione. Parma è una città comunque piccola, dove i mezzi di trasporto pubblico coprono tutto il centro con una certa facilità. C’è una flessibilità tale per cui i ticket sarebbero fuori luogo. La viabilità in centro è comunque un problema, perché ci sono strade anguste, comunque la quota di traffico è ancora gestibile, grazie alle zone a traffico limitato». A Parma sono molti i parcheggi a pagamento, non solo in centro. «Anche fuori, come forma di tutela verso i residenti. Le righe blu erano state chieste proprio da loro, per evitare la sosta parassita». «Far pagare l’ingresso nelle aree urbane è applicabile solo nelle metropoli - spiega l'assessore alla mobilità del comune di Reggio Emilia -, non a caso esisteva già solo a Stoccolma, Londra, Singapore. Ora anche Milano».
FIRENZE
Niente ticket di ingresso in città, nonostante il sindaco Domenici avesse dato mandato agli uffici tecnici di studiarne la fattibilità, ma porte telematiche e telepass da oltre due anni. Nel febbraio del 2004, tra le polemiche è entrato in funzione un sistema di porte telematiche che sorveglia la Ztl, zona a traffico limitato, e che ogni anno eleva quasi 250.000 contravvenzioni. I residenti devono comprare l'apparecchio (45 euro), gli altri l'apparecchio e pagare un canone annuo di 65 euro. Le porte telematiche a protezione del centro storico sono accese da aprile a settembre anche di notte per la contestatissima Ztl notturna. Entro l'anno arriveranno in città altre sei porte, a protezione di corsie preferenziali per il trasporto pubblico.