Anche Hugh Grant si mette in coda per gustare le pietanze di Puny

A vederlo sembra persino bello. La vostra Novella Eva ha avuto il piacere di vedere aspettare per trequarti d’ora un posto a tavola, in quel di Portofino, dal mitico Puny, un eroe del cinema, un personaggio caro a tutte le donne del mondo. Lui, sì proprio lui, Hugh Grant.
Pensate: ha atteso tre quarti d’ora perché da Puny si deve attendere con la massima pazienza se si vuol assaporare le sue leccornie. E così Hugh ha aspettato, poi però ha fatto una scorpacciata di trenette, di lasagne al pesto, di fritti e di torta di mele da impazzire. Puny mi spiega: «Non sapevo che fosse lui, ma che debbo fare, qui bisogna avere pazienza».
Così come l’hanno avuta lo stilista Valentino che si accompagnava nientepopodimeno che con Gwineth Paltrow: figurarsi la gente. Ma lui, Puny, sempre cordiale a dire: «Abbiate pazienza, dovete aspettare...».
Giorni di fuoco per il re della piazzetta e per la sua dolce signora: il più affamato è apparso lo stopper del Chelsea Lampard, scatenato sugli spaghetti e poi sugli gnocchi e poi sulle lasagne. Una valanga di desiderio gastronomico. Puny vive giorni sempre più ardenti. Arriva la Afef con il suo Marco, arriva il ministro Lunardi e trova posto. Arriva anche l’onorevole Scajola, ma il posto non c’è e se ne va al Carillon. Puny potrebbe scrivere un libro, ha più di mille fotografie di una vita. Forse il prossimo anno dirà basta (questa è la notizia che farà il giro del mondo): «Non ne posso più». Sarà. Certo non averlo al tavolo e sentirlo raccontare le sue storie, sarà un vuoto grosso. Alla sua amica Novella fa vedere una foto con il re del Belgio che insieme a lui, espone una stupenda carta di credito, che Puny ha rifiutato. E il re del Belgio ha voluto però immortalarla come ricordo. Mai in vita sua qualcuno gli aveva rifiutato una carta di credito. Una carta da re.
Quanti ricordi ti getta in tavola il Puny: quando Giovanni XXIII venne a Chiavari e lui, Puny, gli preparò il ricevimento. Gli si avvicinò e gli disse: «Sua Santità vuole un vermentino?», e Sua Santità: «No, Puny, bevo solo thè...», e ancora... No basta. Puny se ne andrà davvero? Nessuno ci crede, soprattutto il «suo presidente», il Silvio che non vuole rinunciare al suo tavolo rotondo.
CONVEGNO. Hanno fatto una gran bella figura le due giornaliste genovesi Donatella Alfonso e Elisabetta Vassallo, nel convegno nazionale sul tema: «Le donne nei giornali e i giornali per le donne». C’era il fior fiore del giornalismo femminile a Rapallo: dalla Fedrigotti Bossi, alla Monica Maggioni, a Mirella Serri, a Elena Doni, a Cristiana di San Marzano. Belle donne, intelligenti, molto chic (nonostante una certa età). Fascinosa la Maggioni, un po’ decadente, ma dolcissima la Isabella Bossi, pimpante la Serri, professionale la Doni.
Elisabetta Vassallo si è presentata in nero (modello Valentino?), charme e sorriso aperto: ha raccontato le sue storie con la gente, la sua prima avventura da cronista in via Fracchia in mezzo ai brigatisti. Donatella, avvolta da una nuvola di capelli riccioli, un po’ vamp, ha spiegato che le donne nei giornali sono tante, ma quando arrivano in redazione sono sempre gli uomini a «fare il giornale». Applausi. Hanno riscattato il pianeta femminile delle croniste genovesi.
NOTTI. La «selvaggia» Loana compie gli anni e invita i suoi amici più cari al «Noodles» per dire grazie e per annunciare che, dal 24 giugno, lei e il consorte Maurizio Beltrami si ritroveranno ad inaugurare «Villa Porticciolo» a Rapallo, in uno fra i più suggestivi scenari di mare italiani. Grande festa, dunque, fino alle ore piccole con le più divampanti signore e signorine della Genova che conta. Caterina Venchi De Martino, col nuovo look (capelli neri, mossi e inquietanti) miss Genova vip Chiara Mirabella, diciannove anni tutti da ammirare. Viene dato il «premio dell’anno» all’assessore Giorgio Guerello, per il suo appassionato interessamento allo stadio di Marassi. Viene premiato il «re della schedina» Gianni Pisani, fanno ridere e sorridere i «Soggetti Smarriti», si presenta in una tuta rosso fuoco, molto chic, l’arbitro Graziano Cesari. Sorseggiano champagne e discutono di calcio Claudio Onofri e Enrico Nicolini.
È la festa che chiude (al «Noodles») l’inverno. Una stagione divampante che ha visto finalmente i genovesi uscire di sera e confrontarsi con drink di lusso e piatti tipici della nosra cucina. Loana ha confermato il suo ruolo di «regina della notte». Nasce un flirt molto chiacchierato fra D.G. e F.T. Se ne parlerà per tutta l’estate.

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