Anche i bambini manifestano per i «no Tav»

C’è anche un genovese, Gabriele Filippi, 28 anni, fra gli arrestati dalla Digos di Torino che ieri ha eseguito oltre 40 misure cautelari in tutta Italia per gli scontri in Val di Susa della scorsa estate alla Maddalena di Chiomonte. Filippi, fermato nella sua abitazione di piazza Soziglia, è originario di Santa Margherita; apparterrebbe all’area anarchico-antagonista e sarebbe già noto alle forze di polizia. È accusato di lesione e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. A tradirlo alcuni filmati girati durante gli scontri in cui viene ripreso più volte mentre lancia ordigni e pietre all’indirizzo delle forze dell’ordine. Nella sua abitazione la Digos ha sequestrato diverso materiale tra cui una bandana con la scritta «No Tav». Per protestare contro gli arresti si sono mobilitati nel pomeriggio di ieri «Antagonisti» e «Anarchici» che hanno dato vita a una manifestazione a De Ferrari. In prima fila, don Andrea Gallo, secondo cui «quello che è successo è gravissimo. Il primo ministro Monti ha parlato di continuità con tutti i governi che l’hanno preceduto e la continuità c’è in tutti i sensi, anche nella repressione. Siamo in una perfetta repressione poliziesca. A cominciare dal ’68, passando per il 2001». Accanto a lui gli attivisti del gruppo «Aut-Aut 357» - una trentina, «armati» di lacrimogeni e volantini - che hanno effettuato un presidio di solidarietà e marciato rumorosamente nei vicoli, alcuni di loro con bimbi issati sulle spalle: «In Val Susa c’eravamo tutti, quello che abbiamo fatto ha un nome: resistenza» si legge in una nota del movimento. Poi, la minaccia: «Sarà dura ma la resistenza continuerà in val di Susa e in tutta Italia. Liberi tutti subito». Intanto Gianni Plinio, Responsabile Sicurezza Pdl Liguria, si rivolge al Comune: «Bisogna tenere assai alta la guardia anche nella nostra città! Numerosi sono stati nel tempo gli episodi di violenza politica da parte degli attivisti dei centri sociali. Non ritiene la Sindaca Vincenzi - conclude Plinio - di dare un segnale revocando l'assegnazione, peraltro a canoni risibili, a favore di alcuni di questi gruppi estremisti dell'ex Mercato del Pesce?».