Anche i Ds contro la manovra

La fronda alla finanziaria si agita all’interno dei Ds e scatena una battaglia nel centrosinistra. È il segretario regionale della Quercia, Luciano Pizzetti, a chiedere sostanziali modifiche alla manovra varata dal governo Prodi. I punti critici, secondo Pizzetti, sono numerosi e riguardano tutti gli ambiti della manovra, dal fisco al federalismo fino all’Expo 2015 a Milano. «Abbiamo chiesto ai parlamentari lombardi di promuovere e sostenere queste iniziative» spiega Pizzetti. L’elenco proposto è lungo è dettagliato, perché si chiede tra l’altro di elaborare aliquote Irpef «più socialmente compatibili», rinegoziare il Tfr, creare un fondo a sostegno delle piccole e medie imprese per l’accesso al credito e all’innovazione.
Non solo. Il segretario dei Ds lombardi insiste per la modifica del prelievo su successioni e donazioni (innalzando la soglia di esenzione), chiede di rivedere i tagli e il limite del 2,6% imposto agli enti locali sulle spese per investimenti («oltre a essere iniquo frena lo sviluppo del Paese»). Inoltre, sostiene la reintroduzione del 5 per mille a sostegno di investimenti sociali. C’è poi il capitolo che riguarda le autonomie, altra nota dolente per cui Pizzetti chiede di avviare l’iter per l’attivazione del federalismo fiscale. «È importante che il governo si sia reso disponibile a modificare la finanziaria» osserva Pizzetti, che a giudicare dalle sue dichiarazioni si attende un deciso cambio di rotta.
Idee che non sono piaciute a sinistra della sinistra. «Il segretario lombardo dei Ds sembra subire il fascino del variegato fronte neoliberista lanciato all'assalto della diligenza» è la critica di Ezio Locatelli, segretario regionale del Prc Lombardia.