Anche tra i giovani vince l’apparato

Come ormai da tradizione nella giovane storia del Partito democratico, anche alle primarie dei giovani vince il candidato «predestinato», ovvero il favorito dall’apparato del partito. Il neosegretario dei «giovani democratici» è Fausto Raciti, 24 anni di cui già 8 da politico, e nel curriculum pure una segreteria nazionale, quella di «Sinistra giovanile», l’associazione under 30 degli allora Ds. Niente da fare per i tre sfidanti, compresa l’outsider Giulia Innocenzi, radicale, che pure è soddisfatta del secondo posto: «Una grande sorpresa, visto che poco più di due mesi fa non sapevo neanche dell’esistenza delle primarie». Tutti soddisfatti nel partito, insomma, dal segretario Veltroni che ha voluto «ringraziare gli oltre 100mila elettori che hanno inviato un segnale positivo per tutta la democrazia italiana», al ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno, che ha definito il voto «una grande festa per la democrazia». A Cosenza, il presidente di un seggio sostiene di aver subito da un altro funzionario il sequestro delle urne con le schede votate: «Mi viene il sospetto che tutto questo sia avvenuto per sovvertire il libero e trasparente volere dei giovani elettori», ha commentato il presidente «scippato». Altre segnalazioni di irregolarità nelle votazioni e sospetti di brogli sono stati raccolti nelle ultime ore anche sul blog della candidata sconfitta, la Innocenzi.