Anche i governi in allarme. Sarkozy scrive alla Merkel

Il presidente francese chiede l’intervento del G7. D’accordo Prodi. La Ue indaga sulle agenzie di rating

Roma - La crisi dei mercati arriva ai governi e alle agenzie di rating. Ancora una volta, la prima mossa parte da Nicolas Sarkozy. Il presidente francese scrive ad Angela Merkel, presidente di turno del G-7. Chiede maggiore vigilanza sulla «trasparenza del funzionamento dei mercati» e sulla «capacità del mercato di finanziare in modo efficace e stabile l’economia mondiale».

L’iniziativa «politica» dell’Eliseo è particolarmente rivolta alla Germania e agli Stati Uniti. Sia perché Berlino ha la presidenza di turno del G-7, sia perché gli Usa presiederanno la riunione del G-7 in programma in ottobre a Washington in concomitanza con l’assemblea del Fondo monetario. Ma anche perché la crisi Usa dei mutui subprime ha contagiato, per prime in Europa, le banche tedesche; poi, quelle francesi. E pronta, da Berlino, arriva la replica (un po’ stizzita): sono le cose che diciamo da mesi.

La crisi è così avvertita da Parigi che il ministro dell’Economia (rientrata dalle ferie anzitempo) non esclude una riunione dei ministri G-7 prima di Washington. «Se necessario - ipotizza Christine Lagarde - i ministri delle Finanze dei Paesi più industrializzati potrebbero incontrarsi prima di ottobre. Ma solo - aggiunge - se l’urgenza della situazione lo richiederà». E la crisi dei mutui Usa verrà toccata anche nel vertice Nafta a Ottawa fra il canadese Harper, il messicano Calderon e George Bush.

E, dopo aver rubato la scena ai tedeschi (iniziative di questo tipo dovrebbero partire da chi ha la presidenza di turno, Berlino appunto), Lagarde prosegue: il sistema bancario e assicurativo francese «è in una forma migliore che in altri Paesi». Ogni riferimento alla situazione tedesca è voluto.

L’iniziativa di Sarkozy trova d’accordo Romano Prodi. Il presidente del Consiglio rivela di essere «in continuo contatto con il ministro dell’Economia e con il governatore della Banca d’Italia». E aggiunge che, secondo lui, «le misure prese dalla Bce sono nella giusta direzione e sono sufficienti per poter controllare questo fenomeno». A chi gli chiede se la crisi dei mutui si allungherà dopo l’estate, Prodi ricorda che «nella lettera Sarkozy parla di un’analisi strutturale del problema. E questo esisterà a ottobre, novembre, dicembre... La regolamentazione dei mercati finanziari è un problema che non cessa certamente con il cessare di una qualsiasi crisi».

E a proposito dei rischi determinati dalla crisi dei mutui, Vincenzo Visco osserva che si tratta di «rischi seri». «Con la globalizzazione dei mercati - osserva il viceministro dell’Economia - è oggi più difficile gestire queste situazioni rispetto al passato».

L’amministrazione americana continua però a ricordare ai mercati la «solidità» del sistema economico Usa. Lo fa Henry Paulson, segretario al Tesoro; lo fa il portavoce della Casa Bianca. «L’economia ed i mercati sono abbastanza forti - dice Paulson - per riuscire ad assorbire le perdite». Ma riconosce che la crisi in corso «avrà un effetto negativo sul tasso di crescita».

Ma sul banco degli imputati della crisi attuale, insieme ai mutui subprime, Sarkozy fa salire anche le agenzie di rating. E pronto dalla Commissione europea arriva l’annuncio che verrà rivisto il codice di condotta, introdotto dopo la crisi Enron. Codice che, secondo Bruxelles, ha mostrato più di una falla con la crisi dei mutui americani.

L’accusa rivolta alle agenzie di rating è di non aver individuato per tempo la crisi dei mutui americani. Moody’s, una delle tre agenzie di rating più accreditate, precisa di essere da sempre «impegnata a proseguire il dialogo con le autorità di vigilanza e quelle politiche per migliorare la comprensione del mercato della finanza strutturata». E sempre Moody’s, per bocca del suo vicepresidente Chris Mahoney, anticipa che la crisi del mercato del credito «ha il potenziale» per produrre il fallimento di un hedge fund di grandi dimensioni; e tale da creare un contraccolpo ancora più generalizzato sui mercati.