Anche i manager «piangono»: vacanze più corte e caccia agli sconti

La crisi non risparmia i manager. Lo rivela il sondaggio effettuato da Astra Ricerche per Manageritalia (Federazione dirigenti, quadri e professionale del terziario) su un campione di oltre 1.073 manager. «I dati ci dicono chiaramente – sintetizza Giuseppe Truglia, presidente Manageritalia Milano – che anche i quadri tirano la cinghia, sicuramente meno di altri, ma sono toccati nel vivo dalla difficile situazione in atto. Si tagliano alcune spese e anche le vacanze si fanno meno o più corte». La retribuzione media annua lorda dei dirigenti è di poco superiore ai 100mila euro, 3.700 netti al mese. Nell’ultimo anno il 59% dei manager lombardi intervistati ha diminuito i consumi e soprattutto sono tantissimi (62%) quelli che cercano sconti e offerte speciali. Tra i consumi tagliati prevalgono abbigliamento e calzature (52%), pasti fuori casa (51%), tempo libero (47%), vacanze brevi e weekend (47%), arredamento (31%), telecomunicazioni ed elettronica (23%), trasporto. C’è chi rinuncia ai prodotti di marca (23%), chi ha rinegoziato il mutuo per la casa (10%), ha ridotto le spese alimentari (7%), tagliato o rinviato le spese sanitarie (4%), acquistato più a rate (4%), chiesto un prestito alla banca (2%). Quasi la metà ha rinunciato alle vacanze invernali (37%). Tra chi ci è andato, il 16% ci è stato meno dell’anno scorso e solo il 5% di più. Le preoccupazioni maggiori legate alla crisi riguardano l’impatto sull’economia reale (62%), il futuro dei figli (49%), la perdita del lavoro (33%) e il crollo dei risparmi (32%). A livello personale, prevale l’aumento di stress (77%) e l’incertezza (63%).
Diminuisce il reddito (per il 62%), il valore dei risparmi (42%), l’aumento di ore lavorate (37%) e peggiora anche la salute fisica (13%). Il lato positivo: quasi la metà degli intervistati (44%) vede nella crisi un momento di nuovo slancio (24%) e di nuove opportunità professionali da cogliere in azienda (17%) o cambiandola (14%).