Anche per i medici l’incubo precariato

Turni massacranti pagati 9 euro lordi l’ora. Collaboratori parcheggiati per anni in attesa di un contratto che finisce il più delle volte nel libro dei sogni. Anche il variegato pianeta della sanità romana e laziale, visto dalla parte dei medici, fa i conti con l’incubo del precariato. E le prospettive appaiono talmente fosche che l’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri ha deciso di darsi una mossa: ha presentato, in Campidoglio, il I Rapporto sul precariato nella professione medica, realizzato dalla Commissione giovani medici dell’ordine; e ha annunciato per luglio una campagna di volantinaggio davanti ai più grandi ospedali romani per rendere edotti i cittadini delle difficoltà con cui i camici bianchi sono chiamati quotidianamente a confrontarsi. Il trend del mercato del lavoro medico non promette nulla di buono: se nel triennio ’95-’98 il tasso di occupazione a tre anni dalla laurea era del 45% (e il 30% lavorava stabilmente), dal 2004 al 2007 è sceso al 25%, con il 10% che ha un lavoro continuativo. Senza contare che alcuni medici non risultano neppure iscritti, e quindi censibili, per ragioni economiche. Le proiezioni da qui al 2024 non contribuiscono a restituire serenità: se infatti, in tutto il Lazio nel 2006 risultano iscritti all’ordine 41mila medici, 18 anni dopo si stima che venga superato il tetto delle 53 mila unità. Idem per la Capitale dove si passerebbe dai 35mila ai 45mila camici bianchi. Spostando l’attenzione sui giovani medici, dai 25 ai 34 anni, emergono stime alquanto negative: a dieci anni dall'abilitazione della professione, il 75% dei medici risulta disoccupato (il 60% si sta specializzando, il 15% lo è di fatto) mentre il 25% è occupato (di questi il 13% lavora stabilmente, il 12% in modo precario). L'istituzione che ha ospitato la presentazione del rapporto - il Comune di Roma - ha garantito per bocca del consigliere Luca Gramazio la disponibilità ad appoggiare la battaglia sul precariato. Entro dieci giorni sarà portato in Consiglio un documento programmatico sottoscritto da tutti i partiti.