Anche i piatti di Apicio nel menu della Domus

Visite guidate e assaggi dei piatti dell’antica cucina romana in uno dei siti archeologici che ora riscuotono maggiore successo di pubblico

Nica Fiori

Tra le numerose visite guidate notturne che vengono proposte ai romani, particolarmente suggestiva appare quella alle Domus del Celio, che prevede un aperitivo iniziale ed eventualmente, su prenotazione, la possibilità di assistere a intermezzi di prosa, poesia, musica e degustazioni enogastronomiche. Quest’interessante sito archeologico, attualmente caratterizzato da un’atmosfera appartata, doveva avere in età imperiale una connotazione residenziale con case signorili e altre più popolari. È quello che emerge visitando i sotterranei situati sotto la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, ai quali si accede dal Clivo di Scauro, quell’inconfondibile strada in salita sormontata dai contrafforti di sostegno della basilica aggiunti in età medievale.
La chiesa, risalente al V secolo, ha utilizzato come parete laterale quella di un’insula che si affacciava sulla via con un’altezza di venti metri. Oltre a quest’edificio che comprendeva un portico con botteghe retrostanti e abitazioni ai piani superiori, il complesso delle case del Celio era costituito da una prima domus signorile a due piani del II secolo, con annesse delle terme, e da altri due edifici. Verso la metà del III secolo, tutte queste costruzioni furono acquistate da un unico proprietario che trasformò le botteghe al pianterreno in sale di rappresentanza, interrò le terme e costruì un ninfeo nel cortile. Il grande affresco del ninfeo, ritrovato casualmente nel 1909 sotto uno strato di decorazione gialla e rosa, mostra una splendida scena marina il cui soggetto non è del tutto chiaro. Ai lati alcuni amorini pescano su due barchette, mentre al centro si vede una dea seminuda tra una donna vestita e un giovane che versa una bevanda in un calice. Secondo un’ipotesi si tratterebbe di Proserpina, che allude al ritorno della primavera, con la madre Cerere e il fratello Bacco. L’insieme potrebbe essere una scena d’iniziazione, anche perché altri dipinti del complesso sembrano alludere a religioni misteriche, in particolare la raffigurazione di Menadi danzanti, tipica del culto dionisiaco. Altri affreschi di un certo effetto sono il cosiddetto Orante, che ha fatto pensare a un’immagine cristiana, e quelli della sala dei Geni (III secolo). I cosiddetti Geni sono dei giovani nudi con ali e mantello che sorreggono dei festoni di frutti, tra un campionario ricchissimo di uccelli. Al di sopra alcuni amorini sono intenti a vendemmiare. L’insieme fa pensare a una raffigurazione delle stagioni, in particolare all’estate e all’autunno.
All’interno del complesso delle Domus la cooperativa Spazio Libero (telefono 06. 70454544) propone una serie di esclusivi eventi culturali. Gli splendidi ambienti affrescati, con la loro atmosfera suggestiva, diventano lo scenario ideale per immergersi nella vita della città antica, e i visitatori diventano spettatori di eventi teatrali, concerti di musica o commensali di un antico banchetto.
Un insolito itinerario, condotto da esperti archeologi, è reso più vivace dalla presenza di un testimone diretto che interverrà a sorpresa tra il pubblico con intermezzi di prosa o poesia, che evocano fasti e scene della Roma pagana e cristiana, offrendo un colorito scorcio di vita dell’età imperiale, così come la conosciamo dagli autori latini.
Conclude la serata un’introduzione ai gusti e sapori dell’antica Roma con possibilità di assaggi ispirati a ricette del celebre Apicio e vino mielato.
Per conoscere le date degli eventi consultare il calendario su: www.caseromane.it.